Oggi, pare che chi lavori con serietà e spirito di iniziativa venga considerato dalla società una persona qualunque che non presenta nulla di innovativo, anzi, continui a proporre tematiche e idee ormai trite e ritrite.
Certo non è facile inserirsi in un mondo dove la novità del momento è già vecchia. Dove il giovane è importante solo fino a quando ha l’età per poter essere assunto come apprendista. Dove le persone contano se hanno un conto cospicuo in banca o se cavalcano le mode passeggere, dimenticando (intenzionalmente) le proprie origini.
“Terra amata giovani ieri, oggi, domani” progetto finanziato dall’U.P.I., con capofila la Provincia di Cuneo, cerca con piccole, ma incisive azioni, di invertire, per quanto possibile, questa consuetudine di pensiero e di convinzioni, che, al posto di incoraggiare i giovani, li livella e toglie loro la voglia di crescere e di operare.
In questi giorni stanno partendo 10 seminari di “interscambio generazionale” (in collaborazione con Associazioni, Comuni, Scuole), disseminati per tutta la provincia: da Castelletto Stura a Vernante, da Sanfront a Bra, da Frabosa ad Alba.
Certo piccole iniziative, ma vere sementi per potersi sviluppare piano piano nel tempo.
Queste sementi, poi, piano piano dovranno crescere, svilupparsi, diventare volano per altre esperienze del genere.
E già quest’anno raccogliamo i primi frutti. Basti pensare al laboratorio di Bra, strutturato proprio per far rinascere la banda cittadina.
Questa è una iniziativa magnifica che nessuno di noi, anche lontanamente immaginava, ed, invece, ecco il primo risultato.
Sempre in ambito musicale, a Cuneo, il rinascere e l’allargarsi ai giovani della prima formazione di quella che potrà diventare l’orchestra a fiati della provincia: più di trenta giovani, provenienti dal Conservatorio o istituti musicali, si trovano insieme per suonare e far crescere l’amore per la musica bandistica orchestrale legata al territorio.
Il laboratorio di Castelletto Stura, invece, cerca di far riunire giovani ed anziani per ritrovare la bellezza dell’incontro comunitario e della trasmissione della memoria: incontri che abbiamo dimenticato perché egoisticamente la sera ci mettiamo davanti al piccolo schermo e ci lasciamo guidare dai vari conduttori dei programmi televisivi.
Oggi, quindi, crediamo più che mai che l’Ente Provincia possa ancora, aiutato da validi patners, poter svolgere azioni, magari piccole ma molto incisive, per aiutare le varie comunità a ritrovare le proprie origini e la propria cultura e, contestualmente, riprendere in mano le redini non solo culturali, ma anche economiche del proprio paese.