Ormai da un mese si stanno raccogliendo le sottoscrizioni contro la distruzione del cosiddetto "bosco di faggi di Limone Piemonte" e il numero di firmatari ha superato il migliaio. La spada di Damocle della devastazione del bosco, a beneficio di una bella sfilza di box auto interrati, è sempre pendente, pronta a calare e cancellare un ecosistema ampio migliaia di metri quadrati, sedimentatosi in più di ottant'anni e che assolve a molte funzioni che gli antichi limonesi ben avevano intuito e indotto, non ultima quella di difesa acustica e visiva delle case dalla ferrovia.
Non è detto che se un'azione è consentita dalla legge, sia assolutamente necessario porla in essere e tanto più gli amministratori della cosa pubblica dovrebbero tenere a mente le priorità e il rapporto del costruito con l'ambiente naturale, per quanto di origine antropica.
In questo caso pare però che le interpretazioni della Giunta Comunale - sindaco Revelli, ripensaci! - siano piuttosto "elastiche", in quanto la Variante al Piano Regolatore che si rifà alla Legge Regionale 4 del 2009 pretenderebbe di adottare il principio legislativo in esso contenuto secondo il quale il bosco sotto tutela può essere "spostato" qualora si ravvisino ragioni di pubblica utilità.
Siamo al capovolgimento della realtà: la "pubblica utilità" di autorimesse ad uso "privato" sovrasterebbe la "pubblica utilità" di un centenario bosco di faggi sani e maestosi...
Ma nessuno ha pensato che un ecosistema così strutturato difficilmente potrà essere "spostato"? E che soprattutto tra ottant'anni - tempo minimo per permettere al nuovo bosco di raggiungere la complessità attuale - probabilmente i nostri cari box auto saranno inservibili da decenni, sempre che realisticamente i nostri figli o nipoti avranno ancora auto da infilarci dentro?
Ci viene per fortuna in aiuto la Carta Costituzionale, che all'articolo 9 prevede la tutela del paesaggio e del patrimonio storico. Con l'interrogazione urgente da me depositata cerco di stimolare l'Assessorato regionale competente affinché l'esame degli aspetti paesaggistici della realizzazione, possa essere il più possibile oggettivo, anche sulle priorità tra tutela e disboscamento, che fortunatamente dipendono da leggi di natura sulle quali le leggi umane non potranno mai avere il sopravvento!
Fabrizio Biolè - Consigliere Regionale