La F.&R. Green Energy non si arrende. Non demorde. E, legittimamente e comprensibilmente, rilancia. Come probabilmente è giusto che sia.
Proprio ieri, giovedì 11 aprile, ultimo dei 30 giorni a disposizione, l’Azienda di Castagnole Piemonte che il 5 febbraio scorso aveva presentata istanza per realizzare una centrale a pirogassificazione alimentata a biomasse a Paesana ha fatto protocollare in tutte le sedi degli Enti che compongono quella “Conferenza dei servizi” - cui compete il “si” o il “no” al progetto - il corposo dossier contenente i chiarimenti richiesti dalla stessa Conferenza durante l’assemblea del 7 marzo scorso.
All’incirca una mezza dozzina di plichi, indirizzate a tutti quegli Enti che al progetto avevano mosso più o meno pesanti rilievi: Comune di Paesana, Provincia di Cuneo (Ufficio Energia e Ufficio Tutela del territorio), Arpa, Asl Cn1. Senza dimenticare l’opposizione consiliare di Paesana che chiede il sacrosanto annullamento di tutte le delibere autorizzative sin qui approvate perché riferite a potenze parecchio inferiori a quelle poi richieste alla Conferenza dalla Green Energy, passate dai 400 kw iniziali ai 992 finali.
Lo avevamo anticipato una manciata di giorni fa. La sensazione era quella che – superato il knock-out iniziale – difficilmente l’Azienda avrebbe desistito passivamente, senza tentare battere tutte le strade percorribili a disposizione. Ed il fatto che la Green Energy si fosse recata in… pellegrinaggio da tutti quegli Enti che al progetto avevano mosso impietosi rilievi per capire bene dove si annidasse l’ostacolo da rimuovere era assai più che un semplice indizio.
Tutto torna dunque in gioco. Entro i 15 giorni successivi alla data di ieri (che scadranno venerdì 26 aprile) il Comune di Paesana – tramite il responsabile del proprio Ufficio Tecnico che dell’assemblea è il presidente – convocherà nuovamente la Conferenza dei servizi. Dalla quale scaturirà un verdetto questa volta – fatti salvi ricorsi al Tribunale Amministrativo Regionale – definitivo e Paesana saprà se dovrà dividere il suo futuro con un impianto a biomasse oppure no.
Tutto dipenderà dalla consistenza delle risposte che la F.&R. Green Energy ha fatto redigere dai propri tecnici. Da rimuovere ci sono “difformità ed errori di calcolo sull’energia entrante”, cifre relative ad un “impianto che non rispetta taluni parametri”, la già citata discordanza fra i dati comunicati con delibera dal Comune di Paesana e quelli oggetto della richiesta di autorizzazione, la localizzazione dell’impianto troppo vicino al paese e troppo vicino alle scuole, i dubbi sulla sua alimentazione, i calcoli definiti troppo generici, le emissioni in atmosfera di quantitativi superiori di 3 volte ai limiti normalmente autorizzati.
Un’operazione titanica. Che potrebbe anche non bastare. Perché sullo sfondo rimane quell’Asl Cn1 che – definita la centrale a biomasse una “industria insalubre di prima classe” e rilevato come essa sorgerebbe “in un’area posta non lontana dal concentrico del Comune e poco distante dagli edifici delle scuole primaria e secondaria” - sentenzia come proprio quel sito sia assolutamente “da rivedere”.