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Politica | 09 maggio 2013, 17:21

Impegno sociale: "Quel patto di stabilità uccide gli enti locali"

"Vorrei chiedere al nuovo super governo di larghissime intese, che quando avrà finito di spartirsi le poltrone ed il potere, di avere un occhio di riguardo per gli enti locali, specialmente per quelli virtuosi e con i conti in ordine come quelli del Cuneese"

Impegno sociale: "Quel patto di stabilità uccide gli enti locali"

 

 

"Ci capita spesso di prendere atto che le casse dei nostri enti locali, sono sempre più desolatamente vuote.

La manutenzione delle strade, l' ammodernamento dell'illuminazione pubblica, la sicurezza stradale, il controllo del territorio, la realizzazione di piccole opere pubbliche necessarie diventa un'utopia per i nostri comuni, piccoli o grandi che siano. La cosa che ancor di più ci fa arrabbiare però è un'altra, per colpa di pochi, i tanti enti virtuosi come la nostra Provincia o la gran parte dei nostri comuni della granda sono costretti a tagli sempre maggiori per rispettare quel assurdo sistema, inasprito dal governo Monti, che tutti conosciamo come patto di stabilità. In pratica, spiego rapidamente per chi non lo sapesse, per rientrare nei canoni imposti dall'Europa, quindi per abbassare il nostro pesante debito pubblico, lo stato centrale impone agli enti locali (Regioni, Provincie e Comuni) un'assurda regola, che vieta loro di aumentare la spesa corrente rispetto all'anno precedente. In poche parole, se un comune ha speso nel 2012 poniamo 100€, secondo questa norma nel 2013 dovrà spenderne 99€. Peccato che magari in quel periodo potrebbe essere necessario mettere in sicurezza una strada o assumere un vigile urbano per controllare il territorio, quindi spendere ovviamente di più. Nell'Italia dei governissimi, questi dettagli, non vengono considerati. Peccato che a rimetterci  siano gli inermi cittadini già colpiti dalla grave crisi e già vessati dalle tante tasse, perchè sappiamo tutti che quando si tagliano i servizi essenziali chi ci rimette è sempre il popolo.  Siamo davvero indignati, sopratutto perchè mentre persone serie come i nostri amministratori provinciali e locali si fanno in quattro per far quadrare conti che non possono tornare, il governo centrale continua a sprecare denaro pubblico in vari modi, basti pensare ai tristemente noti contributi di solidarietà dati ai parlamentari uscenti non riconfermati come la nostra concittadina Livia Turco che si è portata a casa più di duecentomila euro, oppure i super stipendi dei manager pubblici che arrivano davvero a cifre da capogiro, senza considerare quella casta meno famosa che corrisponde ai dipendenti di camera e senato che, fortuna loro, percepiscono somme mensili anche cinque volte superiori ai pari livello di paesi come Germania o Gran Bretagna e di cui scopriamo pure, grazie ai servizi di alcuni programmi televisivi, le continue negligenze e assenze ingiustificate.

Alla fine di tutto questo vorrei chiedere al nuovo super governo di larghissime intese, che quando avrà finito di spartirsi le poltrone ed il potere, di avere un occhio di riguardo per gli enti locali, specialmente per quelli virtuosi e con i conti in ordine come quelli del Cuneese, perchè lasciare spendere loro, non significa sprecare, anzi, vuol dire dare servizi alle fasce più deboli, creare un pochino di occupazione e far girare un'attimo di più quest'economia in ginocchio.

Sono certo che quest'esecutivo ci ascolterà, altrimenti la situazione sarà davvero drammatica.

 

Gerbino Davide"

cs

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