Attualità - 22 maggio 2013, 12:44

Moriva 25 anni fa Giorgio Almirante, l’uomo della destra nazionale e sociale

Il ricordo nelle righe di Paolo Chiarenza

Giorgio Almirante

Venticinque anni fa, nel maggio 1988, ci lasciava Giorgio Almirante, con tantissimo rimpianto e un vuoto politico e umano difficile e duro da colmare.

Dopo la 2° Guerra mondiale, che determinò per tutti un taglio netto di epoca e di scelte politiche, l’antifascismo dominante, per precisa volontà strumentale, non volle storicizzare il Fascismo, e il Movimento Sociale Italiano sorse per rivendicare un giudizio sereno e giusto sul passato fascista dell’Italia, all’insegna del proposito “non restaurare, non rinnegare”, e negli anni successivi, superando volontariamente ogni intendimento di natura nostalgica, affermò i valori nazionali, sociali e spirituali della tradizione storica e culturale dell’Italia nell’intento convinto di giungere alla pacificazione degli Italiani devastati dalla tragedia della guerra civile.

Agli inizi degli anni ’70, Giorgio Almirante, dando vita alla Destra Nazionale, intuiva, anticipava ed avviava i temi politici e culturali, i progetti e gli obiettivi della destra di oggi, la “nostra2 destra moderna, la nostra “nostalgia dell’avvenire”. Una cosa però abbiamo perduto negli anni: l’orgoglio di essere diversi dagli altri nel modo di fare politica, nel modo di comportarci. Dobbiamo riconoscerlo, molti di noi si sentono in crisi di identità. Credo che molto dipenda dal fatto che la scomparsa di Giorgio Almirante ci ha privato, in un momento cruciale e decisivo della nostra storia, di una autorità politica e morale riconosciuta che ci traghettasse dalla opposizione all’esercizio del governo, con tutto quel che comporta.

La destra italiana deve continuare ad avere una sua precisa identità (con i suoi simboli) e collocazione (con le sue equidistanze), altrimenti non è più. In Italia oggi ci si sta confondendo o compromettendo etichettando di destra Berlusconi e il Pdl.

Giorgio Almirante affermando la Destra nazionale e sociale indicava che era necessario farsi promotori delle rivendicazioni dei ceti popolari italiani, tutte incentrate sull’esigenza di cambiamento (la “Nuova Repubblica, Repubblica presidenziale”), contro la sinistra che si è ridotta al ruolo di conservazione del vecchio Stato “nato dalla Resistenza”.

Paolo Chiarenza - Impegno sociale  (La Destra-Fiamma Tricolore)