Nella sera in cui ci sarebbe da celebrare il ridondante annuncio dato dal (vice)sindaco Giovanna Zetti circa l’avvenuta decisione di essersi abbassati lo “stipendio” – tutti, sindaco, assessori, consiglieri, “un buon segno, sono tempi duri” – il Consiglio Comunale di Martiniana Po consegna invece alle cronache quanto da queste parti non si era mai visto: qualcuno che, men che meno se autorevole membro della stessa maggioranza, osasse metter in dubbio il “vangelo” di quella Lady di ferro che è la sessantacinquenne nativa di Sannazzaro De' Burgondi (Pv), che qui è legittimata a fare e disfare a suo piacimento dal reverenziale silenzio-assenso di (quasi) tutti. E che per apparire si è anche inventata la carica di “assessore alle manifestazioni” con la quale vista le ordinanze di chiusura strade e piazze in occasione degli eventi.
Ieri sera invece, ad alzare la voce “contro” è stato il “coraggioso” Bruno Mairone (che nella passata legislatura, della Zetti sindaco, era addirittura stato il vice), mentre si stava discutendo (si fa per dire) il bilancio di previsione, che pareggerà sulla cifra di 1.056.000 euro. E Leandro Berardo (minoranza), saggio 71enne già sindaco del paese dal ’74 al ’78 ed operaio tuttofare del Comune dal 1981 al 2000, aveva appena posto l’accento sullo stato di alcune strade e chiesto cosa intendesse fare l’Amministrazione per “via Pramorello, che così com’è è una vergogna!”.
“La vergogna – la piccata e testuale risposta di Giovanna Zetti – è che quella strada la percorrano trattori e cingolati, ecco dov’è la vergogna!”.
Una replica che faceva imbufalire proprio Bruno Mairone. “Da quando mondo è mondo le strade sono per tutti e noi dovremmo vietarle a trattori e cingolati per evitare di rovinarle anche se servono abitazioni rurali, campi e prati? Investiamo invece nella loro manutenzione costante, piuttosto che nella Sagra (dei piccoli frutti: ndr) che al paese non porta alcun beneficio!”.
Dopo l’affermazione di Bartolomeo Ladiglione (“Avete portato in paese in ginocchio e quelle che ci raccontate sono tutte balle”) ed un frettoloso voto, alla Zetti rimaneva il tempo per cercare di riconquistare la scena salutando l’uscita dalla scena per raggiunto pensionamento del comandante della caserma della “Forestale” di Barge Tomaso Bresadola ed al sindaco Bruno Allasia per dichiarare chiuso il Consiglio. La "frittata" però era fatta.
Erano le 19.05. Fuori un cielo terso con il sole ancora alto. Dentro alla Sala Consiglio – con le persiane rigorosamente chiuse – ben 24 lampadine accese, 4 per ciascuno dei 6 artistici lampadari. Alla faccia della spending review.