targatocn.it - 22 giugno 2013, 16:36

Bici ferroviarie sulla linea Busca- Donero voluta da Giovanni Giolitti

E’ possibile cimentarsi in simpatiche pedalate domenica 23 giugno e il prossimo fine settimana

Si ripete domani, domenica 23 giugno e il prossimo fine settimana sabato 29 e domenica 30 giugno, la possibilità di sperimentare le biciclette ferroviarie presso la stazione di Dronero. Grazie alla buona volontà di un gruppo di volontari e del sig. Gian Piero Fissore, presidente dell’associazione “amici della ferrovia turistica” il percorso è stato ampliato, si va infatti dalla stazione fino al primo scambio nei pressi del cimitero.

La linea ferroviaria Busca –Dronero era stata inaugurata nel 1912 e realizzata grazie all’interessamento dello statista Giovanni Giolitti che aveva, in valle Maira, le origini familiari e il collegio elettorale.

Dronero ospita infatti il centro europeo “Giovanni Giolitti” nato nel 1998 con la costituzione di un Comitato provvisorio formato dal Comune di Dronero e dalla Comunità Montana Valle Maira, cui aderisce anche la famiglia Giolitti. È anzi questa a dare decisivo impulso all'iniziativa con la donazione al Comune di Dronero di un archivio familiare (Fondo Giolitti-Chiaraviglio-Revelli) di circa 3000 documenti dal Comune stesso ora affidato al Centro. Da allora il Centro ha sviluppato la sua azione in un contesto nazionale, attuando convegni, corsi, conferenze, mostre, pubblicazioni. Particolare rilievo ha acquistato la Scuola Estiva di Alta Formazione, giunta al quinto anno, funzionante con la prestigiosa collaborazione dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli. Altrettanto significativa la collana che, riprendendo gli atti ed i temi dell'attività convegnistica e didattica, conta ormai numerosi volumi. Grande importanza ha altresì l'accordo programmatico con la sede centrale dell'Archivio di Stato, che prevede l'ordinamento e la duplicazione informatica delle Carte Giolitti là conservate. In parallelo è avviato il riordino del già citato Fondo Giolitti-Chiaraviglio-Revelli così come l'individuazione e l'acquisizione dei documenti esistenti presso altri fondi archivistici pubblici e privati.

Nell'anno 2002 il Centro ha registrato due fatti fondamentali per lo sviluppo della sua attività. Si tratta in primo luogo dell'ingresso quali soci della Provincia di Cuneo e dei comuni "giolittiani" per antonomasia: Cavour, Cuneo e Mondovì. Ciò ha consentito di porre il Centro a regime. È stato nominato il nuovo consiglio direttivo, in successione a quello provvisorio formato a suo tempo dai soci fondatori. Il dott. Alberto Bersani è stato confermato presidente ed il prof. Aldo A. Mola direttore generale e scientifico.
In secondo luogo è entrata in funzione la nuova sede (il Centro era ospitato provvisoriamente nel Municipio di Dronero), localizzata in un edificio del centro storico dronerese, messo a disposizione dal Comune e ristrutturato grazie al finanziamento di Regione Piemonte, Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT.
Dronero vanta inoltre una saletta molto caratteristica, dedicata allo statista recuperata nell’ ex edificio del Nuovo Gallo, ora filiale CR Savigliano, utilizzata per esposizioni. 
                                                                                                                                  Significativa a questo proposito la testimonianza di Ernesto Caballo su La Gazzetta del Popolo del 24 novembre 1950: “ Una volta, Sua Eccellenza era partita di nascosto da Cuneo, dopo aver presieduto il consiglio provinciale; lo attendevano a un banchetto alla "Barra di ferro", c’erano tanti pezzi grossi, deputati, il prefetto. Lui invece montò sul tranvai e scappò a Dronero; scese come al solito all’albergo del Gallo. Al pomeriggio noi ci andammo, secondo l’abitudine, a fare la partita; Giolitti era seduto sulla panca in giardino, fra l’oleandro e i gerani, aiutava la signora Costanza, la padrona, a sgusciare i fagioli, e parlavano della Valle Maira. Arrivò poi il brigadiere dei carabinieri, stentò a riconoscere in quell’uomo che sgranava i baccelli il presidente del consiglio; infine gli disse che il prefetto di Cuneo, preoccupato, aveva chiesto sue notizie. Cordialmente Giolitti lo pregò di lasciarlo tranquillo, osservando che stava benissimo fra amici. Vicino a lui i giocatori contavano forte i punti del tresette».   

m.b.