Attualità - 14 agosto 2013, 07:52

Questione tribunali: “Rabino e Monchiero la smettano di urlare allo scandalo a senso unico”

Maurizio Bonatesta, presidente dell’ordine degli avvocati di Saluzzo: “Perchè la "giustizia di prossimità" è un principio basilare di uno stato civile che vale per tutta la nazione, non solo per Alba. E perchè Saluzzo e Mondovì non sono più belle di Alba, come Alba non è più bella di loro”

Gent.mo Direttore,

leggo l'intervento di ieri degli On.li Mariano Rabino e Giovanni Monchiero (Scelta Civica con Monti), ad illustrazione dell'iniziativa-manifestazione  da loro lanciata a sostegno del Tribunale di Alba. Ben venga ogni idea per salvare i Tribunali soppressi, inclusa Alba, ma  gli Onorevoli mi costringono ancora una volta - per correttezza di informazione - a delle precisazioni di cui farei volentieri a meno, per evitare di essere tacciato di voler polemizzare.

Non è così, ma non posso tacere...

Gli Onorevoli sostengono che Saluzzo e Mondovì  "conserveranno i rispettivi Fori, barcamenandosi (..sic..!, bontà loro) per 3 anni e mezzo..", mentre Alba lo perderà.

Nulla di men vero.

Saluzzo e Mondovì  HANNO PERSO ANCH' ESSE  i  RISPETTIVI  FORI, ESATTAMENTE COME ALBA. 

Per dovere di informazione verso i lettori, invero, va precisato che la differenza  sta unicamente in un fattore logistico e temporaneo: vale a dire che il Tribunale (e la città) di Cuneo non dispone di locali sufficienti per accorpare DUE  Tribunali, per cui - in base alla famigerata riforma -  è stata concessa l'autorizzazione ministeriale all' utilizzo PARZIALE  e sempre come "Tribunale di Cuneo" degli attuali locali dei palazzi di giustizia di Mondovì e Saluzzo, per una parte assai limitata di attività (per una specificazione analitica, vedasi mio intevento su TargatoCN.it del 13/luglio scorso).

Per Alba ciò non è avvenuto, in quanto il Tribunale (e la città) di Asti dispongono di un'ampia struttura  di recente costruzione, capace di accogliere interamente gli uffici di  UN SOLO Tribunale, appunto quello di  Alba.

Tutto qui.

Il tentativo di spacciare come ingiustizia manifesta e come peccato di lesa maestà siffatta circostanza è un maldestro approccio finalizzato a strumentalizzare la situazione.

Il fatto è che - per quanto assurda, illogica, apodittica e folle sia questa legge - è con questa che bisogna fare i conti, e contro questa nel suo complesso bisogna lottare, poichè in forza di questa Alba, esattamente come Saluzzo e Mondovì , "non aveva i (balordi) numeri" per sopravvivere.

Punto e basta.

Anzi, semmai rispetto ad  Alba, Saluzzo e Mondovì potevano vantare - questo sì, in base alla legge - titoli di  privelegio o di "deroga" in funzione delle particolari situazioni riassumibili come "disagio socio-territoriale" per i vasti territori montani ricoperti, anche a confine di stato, e ad esempio, per quanto riguarda Saluzzo, e salve anche ulteriori considerazioni, ragioni legate da un lato alla carenza di collegamenti stradali idonei (unico centro con situazione viaria compromessa e neppure servito da autostrada), nonchè alla perdita anche del servizio ferroviario per il capoluogo, dall'altro alla presenza di un aeroporto internazionale in via di sviluppo ed un carcere di massima sicurezza in via di raddoppio ovvero legate al fatto di essere stato un Tribunale "pilota" ed eccellentissimo nel processo telematico, che ha fatto scuola in Piemonte, oltre ad un rapporto favorevolissimo in termini di costi/benefici (come molti altri, comunque).

Dunque circostanze "concrete", "evidenti", "direttamente incisive"  nell'andamento dell'attività giudiziaria, che avrebbero legittimato la deroga, che pur non è stata comunque concessa.

Ciò detto, continua a stupire la politica "solitaria" di bandiera portata avanti dai paladini del Tribunale langarolo, inneggiante a considerazioni autoreferenziali di generica importanza  o superiorità della realtà locale, che nulla hanno a che vedere con i termini di questa assurda riforma.

Che questa sia un danno per i cittadini e per tutto l'apparato economico-sociale è pacifico,  ma lo è pari pari per Saluzzo e Mondovì e tutta Italia: ed è qui che sta il senso di una lotta.  Non nello stizzirsi se al vicino e compagno di sventura - soppresso allo stesso modo - è stata concessa in uso una stanza in più a Saluzzo o Mondovì per tenervi poche udienze per qualche anno...!

La smettano, gli Onorevoli, di urlare allo scandalo a senso unico:  ieri  anche su TargatoCN è comparsa la lodevole inziativa della petizione on-line ai parlamentari per la proroga della soprressione, al fine di ottenere una rivisitazione sensata dell'intero progetto.

Ne prendano atto e ne traggano le dovute conseguenze.

Non dimentichiamo e non si dimentichino  che proprio il loro partito ed il loro leader Monti sono stati gli esecutori materiali per mano del Ministro Severino di questo sfacelo. 

Questa gravissima responsabilità politica del loro partito non si può cancellare e passare sotto silenzio: ed allora, non cerchino di ricostruirgli una verginità e si facciano carico del problema a livello nazionale in nome di tutti i territori dei Tribunali, Sezioni Distaccate e Uffici dei Giudici di Pace soppressi  e della Giustizia nel senso vero, per cancellare definitivamente questo autentico sgorbio. Per tutti.

Perchè la "giustizia di prossimità" è un principio basilare di uno stato civile che vale per tutta la nazione, non solo per Alba. E perchè Saluzzo e Mondovì - almeno a' termini di questa legge - non sono più belle di Alba, come Alba non è più bella di loro. Grazie per l'ospitalità.

Maurizio Bonatesta - Presidente dell'Ordine Avvocati di Saluzzo