Interpreti di ogni età, che hanno dedicato il loro tempo ad un progetto storico e culturale molto impegnativo. Alessandro Alberti ed Elena Morino, rispettivamente 15 e 14 anni, sono stati i più giovani attori del recital «8 settembre 1943, l’ora del riscatto» rappresentato domenica 15 settembre 2013 a Bra nell’area esterna alla ex caserma Trevisan. Alessandro ha interpretato Giuseppe Messa, alpino della Cuneense deceduto in un campo di prigionia a Tambow l’11 aprile 1943, mentre Elena è stata Lucia Lamberti, staffetta partigiana sedicenne della XIIesima Divisione Bra. A cimentarsi nella parte dei genitori degli alpini, una trentina di interpreti, guidati da Gregorio Decastelli ed Elda Cogno. Insieme ad altri centocinquanta volontari, si sono alternati per ricostruire gli avvenimenti di cui sono stati protagonisti i braidesi negli anni precedenti e successivi all’armistizio.
Nel tratto di via Montegrappa trasformato in palcoscenico, con la quinta dell’ex caserma braidese introdotte dalla voce narrante Diego Iannacone si sono alternati episodi tratti da storie vere avvenute sul fronte occidentale, greco e russo, con protagonisti alpini della Cuneense ma anche marinai di stanza sul sottomarino Galileo Ferraris, mentre gli ordini urlati dai tedeschi ed i mezzi del secondo conflitto mondiale hanno ricreato il clima di profonda tensione di quel tragico periodo storico. La trama ha ripercorso il clima di fine ventennio, fino alla svolta dell’8 settembre 1943 che ha fatto mutare profondamente stati d'animo, sentimenti, giudizi, fin quando le coscienze hanno maturato la decisione della scelta resistenziale.
A Bra, la svolta accade il 13 settembre 1943 quando una giovane diciottenne, Dolores Buccirosso (interpretata da Silvia Alberti), incurante del pericolo salva dalla deportazione in Germania numerosi militari italiani imprigionati su un treno in transito nella stazione della città della Zizzola. Proseguendo nella ricostruzione, sulla scena del fronte francese e greco, gli alpini Mario Zavattaro, Battista Fissore e Giuseppe Lusso sono stati interpretati rispettivamente da Carlo Bordese, Valter Bergesio e Massimo Tibaldi, mentre Luca Abrate ha vestito la divisa del soldato francese. Nell’episodio del post naufragio del sommergibile Galileo Ferraris, Enrico Tallone ha vestito la casacca marinara di Giovanni Asselle, con i compagni di scena Ivano Di Francesco, Luca Abrate, Davide Panero e Marco Vacchetta.
Il fronte russo ha avuto come interpreti Gianni Corino, Valter Bergesio, Matteo Ravotti e Fabio Cordero, che hanno ricostruito la tragedia della ritirata degli alpini della Cuneense a quaranta sotto zero, con la salvezza per l’alpino Baldracco rappresentata dal passaggio della mula Regina guidata dagli alpini Beppe Pecollo e Renzo Brezza.
L’8 settembre 1943 è stato rivissuto all’isola di Samos, con Paolo Arlenghi che ha interpretato il ruolo di Giovanni Verrua, fante del 43° Reggimento di fanteria albese, deportato in Russia insieme ai compagni dopo il rifiuto di far parte dei ranghi tedeschi.
La vicenda dell’occupazione della caserma Umberto I° è stata ricostruita con la partecipazione del Gruppo Progetto 900, un’associazione che ha inserito i propri interpreti in ogni scena dove era prevista la presenza tedesca, in particolare nella ricostruzione dell’arrivo degli alpini della Cuneense nella stazione ucraina di Uzjum, dove erano prigioniere deportate ebree, interpretate dal Gruppo Arte Danza di Donatella Poggio.
Nella scena della deportazione dei soldati dalla caserma Umberto I°, la stessa Donatella Poggio, insieme a Gianfranco Cogno hanno suscitato forte commozione nella parte degli sposi Maddalena Bonardi ed Umberto Foresti, tenente di stanza nel presidio braidese.
L’ultimo episodio ha ricostruito la vicenda di Beppe Morino (Carlo Bordese), ortolano braidese che si è salvato da una sparatoria della milizia fascista grazie all’intervento della giovane braidese Ferdinanda Brezza, mentre la sorella Rita Morino (nell’interpretazione di Isabella Ierardi che ha suscitato forte commozione) veniva arrestata dai militi della GNR.
A conclusione del recital, sulla scena l’attore Gigi Ierardi (che ha interpretato il partigiano Stefano Fissore, vicecomandante della XIIa Divisione Partigiana Bra), insieme a Luca Cravero, che ha istruito gli alpini per la marcia che ha rievocato la sfilata avvenuta a Cuneo il 24 maggio 1942, Anna Berzia (Monica Franco), Malvina Garrone (Anna Gerbaldo), Agnese Zorgniotti (Martina Fogliato), Giovanna Morino (Anna Tibaldi).
Fra gli interpreti partecipanti alla marcia alpina, anche un gruppo di Pocapaglia guidato da Marco Quaranta. A curare i brani cantati del recital, la musicista Barbara Borra, accompagnata dal suo chitarrista storico Michele Settimo, cantati in duetta con Valter Bergesio, mentre i pezzi alla fisarmonica sono stati realizzati dal maestro Virginio Marengo. I tradizionali pezzi alpini del recital sono stati interpretati dal Coro Valtanaro di Alessandria, alternati dai brani della Banda musicale di Racconigi diretta dalla maestra Gabriella Giovine e coordinati da Salvatore Riu.
Alla realizzazione del recital “8 settembre 1943, l’ora del riscatto” hanno collaborato l’Associazione Alpini sezione di Cuneo ed il Gruppo di Bra presieduto da Giuseppe Biga, l’Associazione Marinai gruppo di Bra presieduto da Giuseppe Cocco, l’Associazione Carabinieri in congedo sezione di Bra presieduto da Giancarlo Rossi, il gruppo Arte Danza di Bra di Donatella Poggio, i Comitati di quartiere e frazioni, in particolare il presidente dell’Oltreferrovia Cesare Agnelli per le scenografie, con la parte artistica curata da Annarita Bisio, che ha realizzato i fondali del treno, del paesaggio montano e marino, oltre che della steppa russa, il Club Alpino sezione di Bra presieduto da Paolo Mattis, l’associazione onlus Volontari Bandito guidati da Daniele Chiavazza, la Confartigianato zona di Bra a nome della quale hanno partecipato i parrucchieri Domenico ed Enzo La Corte, Andrea Ciarmoli, Andrea Pisanelli di Fashion Hair, Isabella e Lory di Tagli e Dettagli, Nica ed Annalisa, Ines, Pinuccia, Barbara e Patrizia di New Style, Mariella Bonardo, le sarte addette ai costumi Caterina Gotta “Rinin”, Rita Berrino, Anna Tibaldi, Maria Zorgniotti, Anna Conti. A coordinare i vari passaggi dei mezzi e delle strutture sceniche, gli alpini del Gruppo di Bra Antonio Ciancia, Piero Reinero e Carlo Cogno.
Ogni collaborazione è stata assicurata a titolo di volontariato. La consulenza storica dell’evento è stata garantita dal professor Livio Berardo, presidente dell’Istituto Storico della Resistenza e della società contemporanea di Cuneo. Alla realizzazione del progetto hanno partecipato il professor Riccardo Assom del Museo della Resistenza della frazione Lemma di Rossana ed il presidente dei Carabinieri in congedo di Monbello Monferrato maresciallo Marco Viada per la consulenza sulle divise storiche dell’Arma. La buffetteria dei soldati impegnati nel recital è stata fornita da Antonio Manzo, presidente del Tiro a segno di Bra, mentre i cinturoni sono stati messi gratuitamente a disposizione dal negozio fossanese di abbigliamento militare di Gabriele Oggero. Fra i mezzi militari sulla scena, il camion Lancio Ro e la Kubelwagen messi a disposizione da Aurelio Sanmartino, mentre il trasporto dei mezzi è stato assicurato gratuitamente dalla ditta Rolfo spa, con il coordinamento di Silvano Racca.
In piazzale Resistenza era presente anche la campagnola Fiat AR41 del 1° reparto celere di Roma che il Comandante della Polizia stradale di Bra Antonio Russo ha messo a disposizione grazie alla disponibilità dei musei storici miliari dell’auto, unico mezzo circolante in Piemonte.