La cappella dei Marchesi di Saluzzo nella chiesa di San Giovanni sarà oggetto di progettazione e ricerca scientifica a trecentosessanta gradi, nell’ambito di due progetti finanziati dalla Fondazione Cr Saluzzo.
Si procederà alla fase di progettazione per il restauro architettonico in continuità con i progetti precedenti di conoscenza e verifica stratigrafica, promossi dalla Diocesi di Saluzzo e seguiti dal Politecnico di Torino.
Un secondo studio proposto dall’Università di Pisa, esplorerà invece la sottosuperficie dell'edificio alla ricerca delle camere sepolcrali e dell’individuazione dei resti dei Marchesi di Saluzzo.
A più di cinquecento anni dalla morte di Ludovico II la sua mummia come i resti di altri cinque marchesi, sepolti nei due secoli precedenti presumibilmente nell’area sepolcrale sotto il pavimento della chiesa, potrebbero scrivere altre pagine di Storia locale e fornire un quadro biologico della comunità saluzzese.
Il progetto promosso dal consigliere di maggioranza Raffaele Gaeta, medico specializzando in Anatomia Patologica, è stato proposto dalla Divisione di Paleopatologia dell’Università di Pisa diretta dal professor Gino Fornaciari. La Divisione è nota nel campo delle Scienze biomediche e bioarcheologiche per gli studi condotti su mummie e scheletri del Medioevo e del Rinascimento appartenuti a sovrani e membri della Corte Aragonese di Napoli e ai Granduchi di Toscana della famiglia Medici.
La ricerca dei resti in San Giovanni (finanziata in questa fase dalla Fondazione Cr Saluzzo con 5 mila euro) potrebbe già partire tra qualche mese con la mappatura tramite GPR (Ground Penetratine Radar) o georadar della superficie sotto il pavimento della chiesa, informa Raffaele Gaeta che fa parte del gruppo di ricercatori “seguendo le stesse fasi effettuate dal team del professor Fornaciari, uno dei padri fondatori della Paleopatologia, nel “Medici projet 2004 e 2005” condotto nelle cappelle medicee di Firenze”
Il luminare ha condotto studi sui resti e mummie di grandi personaggi tra i quali il Signore di Verona Cangrande della Scala, il musicista Luigi Boccherini, Papa Gregorio VII, Sant’Antonio da Padova, S. Zita da Lucca, Ferrante I Re di Napoli, ( coevo del marchese di Saluzzo) e Giovanni delle Bande nere.
“ Sicuramente sotto la superficie della chiesa – racconta il medico saluzzese - sono presenti piccole cripte o camere sepolcrali dove il ceto nobile (quindi non solo i marchesi) aveva il privilegio di seppellire i propri cari sin dall'epoca medioevale. La riesumazione e lo studio di questi corpi potrebbe “'raccontarci” come gli antichi saluzzesi erano soliti vivere, alimentarsi, di quale patologie soffrissero e quale fosse il loro aspetto. Informazioni “biologiche” ma non solo...Anche archeologiche, con lo studio di reperti come corredi funebri o eventuali strutture più antiche.”
Successivamente si potrà accedere a tutte le cripte, abside compresa, per studiarle e prelevare gli individui inumati, primi tra tutti i marchesi. Gli scheletri sarebbero poi trasportati nel laboratorio del Dipartimento di Paleopatologia di Pisa per lo studio vero e proprio (pulizia, restauro, radiografie, misurazioni e valutazioni antropologiche”
Va considerata, secondo i proponenti, anche una nuova prospettiva turistica della chiesa di San Giovanni, che al progetto di riqualificazione complessiva potrebbe aggiungere un percorso dotato di pannelli illustrativi e teche con esposti gli eventuali reperti trovati nella sottostante necropoli.
Sul progetto è in programma un convegno del Fai Delegazione di Cuneo che si terrà sabato 5 otttobre alle 17 nel salone del convento di San Giovanni con la partecipazione del luminare pisano.
La Fondazione Cr Saluzzo ha finanziato inoltre per 12 mila euro, il progetto della Diocesi di Saluzzo per procedere alla progettazione del restauro della Chiesa di San Giovanni e la Cappella dei Marchesi di Saluzzo.
Completata la fase di conoscenza, dopo i progetti di rilievo e studio dei materiali sempre promossi dalla Diocesi e condotti dal Politecnico di Torino ( finanziati nel 2010 e 2012 dalla Fondazione Cr Saluzzo) si apre la fase di progettazione per il restauro coordinata dall’architetto Silvia Beltramo dell’Ateneo torinese.