Attualità - 24 settembre 2013, 10:25

Bra, rievocata la secolare contrapposizione tra Battuti Bianchi e Neri

Venerdì 20 settembre, su iniziativa di Franco Burdese, sul sagrato della chiesa della Santissima Trinità, sono stati rievocati gli storici dissapori che per secoli hanno contrapposto le due confraternite

Da sinistra, Giacomo Rosso, Roberta Comoglio, Fabio Bailo, Gianni Carnevale e Marco Sbuttoni

Venerdì 20 settembre, su iniziativa di Franco Burdese, sul sagrato della chiesa della Santissima Trinità, meglio nota come chiesa dei Battuti Bianchi, sono stati rievocati gli storici dissapori che per secoli hanno contrapposto Battuti Bianchi e Neri.

Il tema è stato introdotto del presidente del Consiglio Comunale di Bra Fabio Bailo con il quale hanno interagito Roberta Comoglio e Marco Sbuttoni per i Neri e Gianni Carnevale e Giacomo Rosso per i Bianchi. Dopo aver sommariamente tratteggiato le origini, lo sviluppo, le caratteristiche e le finalità delle due confraternite braidesi Bailo ha esemplificato alcuni degli scontri verificatisi in città soprattutto nel Sei e Settecento. In primo luogo è stato evidenziato come dietro tali scontri vi fosse anche una contrapposizione economica tra la declinante aristocrazia medioevale (Neri) da un lato e le masse popolari e la borghesia in ascesa (Bianchi) dall’altro.

Tale conflittualità si espresse soprattutto per il diritto di precedenza nei funerali e nelle processioni, diritto rivendicato sia dai Bianchi, che erano la confraternita più antica e numerosa della città, sia dai Neri che rivendicavano il loro status nobiliare. Nacquero così quelli che allora furono definiti «strepitosi sconcerti».

Si verificarono liti per la precedenza nei funerali come quanto il 20 agosto 1666 volarono bastonate tra Bianchi e Neri ai funerali di un sacerdote iscritto a entrambe le confraternite. Gli scontri furono così gravi che il Consiglio Comunale di Bra vietò temporaneamente ai confratelli di partecipare alle esequie «in habito».

Si registrano liti anche per la precedenza nelle processioni. I più noti sono quelli del 1757. Da sempre i Bianchi la notte del Giovedì santo visitavano in processione le chiese cittadine. Quell’anno i Neri decisero di emularli, battendoli sul tempo. I dissapori furono così aspri che, per evitare che si ripetessero, si mosse persino il Senato e si giunse a disciplinare orari, tragitti e persino il passo che le confraternite avrebbero dovuto rispettare per evitare di incontrarsi lungo il cammino.

Si ebbe liti persino in chiesa come accadde nel Settecento quando, in occasione della festività della Madonna del Carmine, in Sant’Andrea Bianchi e Neri passarono alle vie di fatto. Da segnalare che le due confraternite quell’anno erano rette da due fratelli che forse sfogarono così antiche e mai risolte ruggini familiari.

Come detto, in tale conflittualità si può intravedere la frizione tra aristocrazia medioevale prestigiosa ma ormai morente e popolani e borghesia in ascesa. A porre fine a quella conflittualità furono non i provvedimenti presi dall’autorità civile bensì il declino definitivo del feudalesimo e l’imporsi della modernità.

V.A.