Viaggi reali e viaggi sognati. Viaggi mai immaginati prima. Viaggi interrotti e poi ripresi. Viaggi di ricerca, dentro di sé. Scrittorincittà, con il suo ambizioso tema cucito addosso, è anche tutto questo. Nel giorno dell'inaugurazione è il dottor Bruno Giraudo ad approfondire il refrain: “Il tema di quest’anno è Terra, terra! - ha detto il dirigente del settore Cultura del Comune di Cuneo - Ognuno di noi ha la propria visione di un tema Terra, terra! che può presupporre un viaggio. I viaggi si possono fare da soli o in compagnia, si possono fare viaggi reali e viaggi immaginati. In questi quattro giorni – ha concluso il dottor Giraudo - saranno quasi 200 gli autori che racconteranno tramite le proprie pubblicazioni il proprio riferimento, la propria convinzione e cosa intendono per Terra, terra!”
A dimostrazione del tema, il primo viaggio inimmaginabile poco tempo fa, a suo dire, lo racconta in modo simpatico il Sindaco di Cuneo Federico Borgna, introducendo il giurista e politologo Franco Cordero, protagonista dell'inaugurazione: ”Ho avuto l'onore e il piacere di studiare procedura penale sul suo manuale; vi confesso che mentre studiavo, credo che neanche nei miei sogni più perversi mi sarebbe venuto in mente di inaugurare scrittorincittà accanto a lui che tagliava il nastro, credo che sarebbe stato un sogno delirante!”
Fabrizio Biolè, in rappresentanza del Consiglio Regionale del Piemonte, ha invece giocato finemente con il numero delle edizioni della manifestazione, giunta al quindicesimo traguardo: ”Nella smorfia il numero 15 è il simbolo del ragazzo, non credo che sia così casuale; è importante che i ragazzi abbiano un grosso spazio - e in effetti ce l'hanno - all'interno di questa edizione. Peraltro il 15 è anche il numero atomico del fosforo, che è legato all'intelligenza. Credo che possa essere un buon auspicio perchè la lettura, la cultura e l'intelligenza pur nella loro difficoltà ad essere sostenuti in un momento di crisi economica importante, hanno la dignità di dover essere ricordati e partecipati come succede ormai da 14 anni”.
L'approfondita riflessione di Franco Cordero sulla situazione italiana - il quale colloca il morbo attuale italiano sulla scia degli antichi mali dell'Italia - è stata preceduta da una introduzione di Alessandro Spedale. L'Assessore per la Cultura della Città di Cuneo ha citato il discorso di Piero Calamandrei all'Assemblea Costituente del 1947, discorso lungimirante per riflettere sullo stato del Paese e delle sue Istituzioni: ”Io mi domando – dice Calamandrei - come i nostri posteri giudicheranno questa assemblea, riferendosi a quelli che sono morti per la nostra libertà. Sono morti senza retorica, senza grandi frasi, con semplicità, come se si trattasse di un lavoro quotidiano da compiere, il grande lavoro che occorreva per restituire all'Italia libertà e dignità. Di questo lavoro si sono riservati la parte più dura e difficile, quella di morire, di testimoniare la fede nella giustizia. A noi - e io aggiungo anche a noi del 2013, ha inserito Spedale - è rimasto il compito più agevole, quello di tradurre in leggi chiare, stabili e oneste il loro sogno, quello di una società più giusta, più umana, di una solidarietà di tutti gli uomini. Assai poco chiedono a noi i nostri morti, non dobbiamo tradirli.”