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Saviglianese | 21 novembre 2013, 17:40

La chirurgia protesica mininvasiva d’anca

La chirurgia protesica mininvasiva d’anca

Da quando nel 1938 Phillip Wiles impiantò la vera prima protesi d’anca a Londra, molti sono stati i progressi nel campo della chirurgia protesica specie nel miglioramento della qualità dei materiali e dei design  anche se di protesi perfetta ed “eterna” ancora oggi non si può parlare. Contemporaneamente a questo sviluppo si sono affinate le tecniche chirurgiche grazie anche alla introduzione di strumentari sofisticati e sempre più spesso oggi  si sente parlare di tecniche mininvasive che consentono di impiantare protesi di anca  attraverso incisioni cutanee sempre più piccole. Anche in questo caso non bisogna lasciarsi ingannare perché  minincisione non è sinonimo di  mininvasività e spesso molti chirurghi fanno solo “un taglio” più piccolo utilizzando vie di accesso tradizionali che nulla hanno di innovativo. La vera rivoluzione copernicana è invece la tecnica mininvasiva praticata utilizzando la via di accesso anteriore. Si tratta di una via molto anatomica praticata nella regione anteriore dell’ anca che rispetta i tessuti perché passa tra un muscolo e l’altro. E’ decisamente più difficile e richiede molta più esperienza. Il vantaggio per il paziente è evidente perché non tagliando i muscoli è molto meno dolorosa e abbatte il rischio di quella temibile e grave complicanza che è la lussazione della protesi (cioè la perdita dei rapporti articolari tra le componenti protesiche). Consente inoltre un più rapido  recupero della funzione senza richiedere particolari precauzioni o ausili nell’ immediato postoperatorio come divaricatori, alzawater etc, mentre è bene dirlo, non accelera i tempi di concessione del carico che  dipendono invece dai processi di crescita dell’ osso sulle superfici protesiche.

Dal marzo 2010, tra i pochi in Italia e tra i primi in Piemonte , applico con soddisfazione  questa tecnica dopo un iniziale faticosa e difficile curva di apprendimento.   Ad oggi sono più di 200 i pazienti che hanno usufruito di questa metodica e che non hanno avuto lussazioni. Nel tempo l’ indicazione si è allargata a casi sempre più complessi e l’ esperienza acquisita ci ha consentito di essere oggi centro di riferimento per la tecnica AMIS (Anterior minimally invasive surgery) e di formazione per numerosi chirurghi anche di nazionalità estera. Infine da circa 1 anno impiantiamo la protesi d’ anca anche attraverso una incisione inguinale assolutamente estetica (vedi foto) molto gradita dalle signore che apprezzano in modo particolare  il felice connubio tra estetica e funzionalità.

Dr. Francesco Leonardi
Chirurgo Ortopedico Traumatologo
Specialista Ortopedia e Traumatologia

Primario Divisione Ortopedia Ospedale Savigliano
Professore a contratto Università Genova in Malattie App. Locomotore
Corso Laurea Triennale Professioni Sanitarie anni accademici 2005-2009

c/o Centro Medico Salucom – Savigliano – 0172 21992

A cura del Dott. Leonardi

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