Attualità - 28 febbraio 2014, 17:13

“E fu sera e fu mattina”, il film indipendente girato in Piemonte fra Langhe e Roero sbarca a Cuneo

Al Cinema Monviso di Cuneo sarà in programmazione dal 4 al 12 marzo. Raro esempio di un film realizzato vendendo al pubblico, in fase di preproduzione

“E fu sera e fu mattina” è un film indipendente girato in Piemonte fra Langhe e Roero nell’estate 2012. Il set principale è stato il Comune di La Morra in provincia di Cuneo.  

Ad Avila, un tranquillo paesino di 2.000 anime che regna in cima a una verde collina, si sta festeggiando in piazza, come ogni anno, la festa di Sant’Eurosia, patrona dei frutti della terra.

Ma al bar del paese è successo qualcosa. Un evento eccezionale, di quelli che ad Avila non sono abituati a vedere spesso. Gli occhi delle persone sono puntati sulla televisione del bar e paiono non volersi staccare per nessun motivo. E quando Francesco, il parroco del piccolo paese, arriva al bar, la gente è già nel panico. La vita e la quotidianità degli abitanti di Avila verrà letteralmente sconvolta e messa in discussione, obbligando ciascun singolo a cambiare e ridimensionare la propria esistenza. Nel bene e nel male.

La regia è del regista Emanuele Caruso (28 anni), alla sua opera prima. Il film è stato girato con un budget ridottissimo di 70.000 Euro, ma con numeri pur sempre grandi e impegnativi: 10 settimane di riprese, 5 attori protagonisti, 74 piccoli ruoli, 48 location differenti e 500 comparse per 3 scene di piazza.

La produzione, a cura dell’Associazione Culturale Obiettivo Cinema, ha stimato in circa 1,4 milioni di Euro il costo complessivo che il film avrebbe richiesto secondo i normali canoni di produzione cinematografica. Il film è stato montato per tutto il 2013 e da gennaio 2014 ha fatto la sua apparizione al cinema in 100 sale in tutta Italia nell’arco di 12-18 mesi.

Presso il Cinema Monviso di Cuneo sarà in programmazione dal 4 al 12 marzo.

Essendo una produzione indipendente la proiezione avverrà ovviamente non in “contemporanea”, ma in pochi cinema alla volta. Il film è stato reso possibile grazie al metodo del crowdfunding e soprattutto del crowd equity. Infatti risulta essere, per l’Italia, un raro esempio di un film realizzato vendendo al pubblico, in fase di preproduzione (quindi ancora in fase di scrittura e ideazione), quote da 50 Euro che corrispondevano a una percentuale degli incassi del film.

Chiunque acquistava una quota, acquistava una percentuale degli incassi del film. Una vera e propria scommessa.

Oltre 40.000 Euro dell’intero budget attraverso la piattaforma on-line “produzioni dal basso” sono stati trovati in questa maniera, in circa 18 mesi di raccolta complessiva. Per questo non sono crowdfunding, ma anche crowd equity.

La troupe è stata composta da 30 giovani operatori cinematografici, la cui età media era di 27 anni.

“Un piccolo miracolo” lo definisce il regista Caruso.

G.B.