Come avevamo anticipato, il dibattito dell’ultimo consiglio comunale di Borgo San Dalmazzo si è accentuato quando, dopo l’approvazione di delibere non meno importanti (l’adesione all’iniziativa europea "Patto dei Sindaci (Covenant of Mayors)- un impegno per l’energia sostenibile", l’approvazione della bozza di "convenzione di gestione" del Parco fluviale Gesso e Stura, una variante la piano di classificazione acustica del territorio comunale e una modifica al del regolamento comunale per la disciplina della localizzazione degli impianti radioelettrici; un ordine del giorno per l’adesione alla campagna per il riconoscimento della lingua italiana dei segni), la discussione ha riguardato una mozione presentata congiuntamente dalle minoranze.
Dallo scorso 1° gennaio è vacante il posto di comandante della Polizia municipale e la Giunta ha scelto di procedere con una procedura concorsuale con mobilità volontaria. Lo scorso anno il dott. Roberto Rivotti, comandante dei vigili urbani di Borgo fino al 2003, poi passato ad altri impegni amministrativi e infine dimissionario nel 2009, ha presentato domanda di riassunzione al Comune. La richiesta delle minoranze era di permettere il reinserimento diretto di Rivotti e di evitare “un concorso che potrebbe creare problemi, oltre che spese”.
La mozione, letta in aula da Marina Fabbri (Per Borgo), ha accesso il dibattito tra minoranze e maggioranza. Marco Borgogno (Pedona Libera): “Il nostro intervento è per l’interesse generale; invito l’amministrazione a valutare i fatti ed evitare personalismi. Un bando aperto a tutti potrebbe portare all’assunzione di una persona sbagliata, avere spese elevate, se il numero dei candidati fosse elevato. Non vogliamo arrivare ad una prova di forza: siamo disposti a ritirare la mozione, se la maggioranza si mostra disponibile”.
Il capogruppo di maggioranza Mauro Fantino, ha anticipato la risposta del primo cittadino. “Il gruppo ha dato il massimo consenso al sindaco e alla giunta in merito ad un concorso per scegliere il comandante dei Vigili urbani. La ricerca avverrà attraverso la mobilità esterna e richiediamo un soggetto che stia già svolgendo questo compito e abbia competenze aggiornate. Per il Comune non ci sono costi, perché avviene tutto in via telematica”. E ha concluso: “Le minoranze dovrebbero fornire informazioni precise e complete: il dottor Rivotti ha presentato del dimissioni nel 2009, ma dal 2003 non si occupa di polizia municipale. Servono esperienza e aggiornamento professionale”.
Gli animi delle minoranze si sono scaldati con le parole di Piermario Giordano (Per Borgo), che ha accusato la maggioranza di non aver risposto alla richiesta di Rivotti e Fantino di “offendere le minoranze e chi rappresentano. Ha espresso opinioni e affermazioni gravi su una persona e ora spero che i consiglieri di maggioranza si assumano le loro responsabilità”.
Il sindaco Gian Paolo Beretta ha difeso nuovamente la scelta dell’amministrazione: “Ci siamo limitati ad una valutazione di fatto, nel massimo rispetto della persona, del suo destino e delle sue scelte, lasciando da parte l’utilità personale e pensando al bene della città”. Ha poi letto la scheda di rapporto di lavoro del dottor Rivotti, evidenziando numerosi giorni di assenza nel corso degli anni.
La lettura della scheda ha lasciato perplessi non solo i pochi membri del pubblico, ma anche alcuni consiglieri, al punto che Marina Fabbri ha preferito, in seguito, l’astensione nel momento del voto.
Marco Borgogno ha concluso. “Sapevamo che sarebbe finita così, ma rimarremo attenti, perché c’è una vertenza sindacale su questo caso, in cui sicuramente si è evidenziato un accentuato personalismo. L’amministrazione ha il diritto di non riassumere Rivotti, ma commette un errore”. Per Piermario Giordano “leggere la pagella di un dipendente ha abbassato notevolmente i toni del consiglio”.
La mozione è stata bocciata dai 12 voti della maggioranza.