Un lungo incontro. Interlocutorio o poco più. Durante il quale il presidente del Consiglio d’Amministrazione della Casa di riposo ha detto chiaramente a tutti di togliersi quanto prima dalla testa l’idea di cacciarlo, magari sbattendogli anche la porta in faccia, e di rassegnarsi a tenerlo per altri sessanta giorni ancora (la scadenza che consegnerà a Paesana un nuovo sindaco) dal momento che l’unica cosa a poterlo privare del timone dell’Ente sarà soltanto un atto di sfiducia dello stesso CdA.
Questo hanno detto le oltre due ore di intenso faccia a faccia, ieri sera, fra Aldo Nosenzo e la Giunta Comunale su quello che – da una decina di giorni a questa parte – è il tema “caldo” del paese: i veleni che gravitano sulla Casa di riposo di via Margaria e l’atto di accusa mosso da 9 dipendenti e 14 parenti degli anziani ospiti nei confronti della “gestione monarchica” di Nosenzo.
Un monarca che eri sera è giunto all'incontro non solo con la "sua" verità (che non ha assolutamente convinto) ma anche con le idee quantomai chiare, a differenza forse di gran parte dei suoi interlocutori che – dopo aver minacciato fuoco e fiamme – ieri sera sono rimasti in prudente posizione attendista di fronte all’arringa di Nosenzo, ripiegando i propositi velleitari in attesa di tempi migliori. Quasi che si trattasse delle sorti della segheria del paese e non già di una struttura che ospita al suo interno una settantina di anziani (perlopiù non autosufficienti) che altro non chiederebbero se non cure e serenità. E che si vedono ritorcere contro ogni giorno di ulteriore rinvio.
Intenzione della Giunta sarebbe ora quella di incontrare sia il personale interno che i parenti degli anziani ricoverati (per alcuni di essi sarebbe l'ennesima volta), per farsi ribadire da loro – verbalmente – quando da loro già messo per iscritto. Un’operazione di cui ci è difficile capire l'utilità. Soprattutto dopo che ci era stato detto che gli elementi per poter giudicare con cognizione di causa c’erano tutti. Addirittura in abbondanza. Tantopiù che questo comporterà un nuovo slittamento in avanti di una decisione comunque sia non facile, ma che andrebbe presa (qualunque essa sia) con la massima urgenza.
L’attesa per questo doppio incontro dovrebbe finire entro i primi giorni della prossima settimana. Ed a Nosenzo che vuole testardamente, orgogliosamente e (ci sia concesso) presuntuosamente rimanere dov’è anche a dispetto dei santi (il suo incaponirsi difficilmente gli porterà fieno in cascina), il conto lo si potrebbe presentare con un’accurata opera di persuasione nei confronti del Consiglio di amministrazione dell’Ente (già iniziata) che il presidente potrebbe improvvisamente ritrovarsi contro. Quasi a sua insaputa.