Attualità - 19 maggio 2014, 07:32

Piumatti: "Il primo impegno di tutti i candidati deve essere quello di non vanificare i sacrifici fatti gravare nel tempo su famiglie e imprese"

Il Patron Bra Servizi e Presidente Confapi Piemonte: "Proposte di rilancio che partano dal completamento degli interventi prefissati, altrimenti sarà difficile credere a nuove promesse"

Giuseppe Piumatti

Il rinnovo dei vertici provinciali di Confapi, con l'unanime elezione dell'imprenditore Pierantonio Invernizzi - autorevole rappresentante del settore agroindustriale e lattiero caseario con sede a Moretta - coincide con un intenso momento politico-istituzionale nel quale si stanno confrontando i programmi e le proposte dei candidati alle consultazioni europee, regionali e comunali specialmente nel campo delle politiche economiche. "L'impressione complessiva - commenta Giuseppe Piumatti, patron della Bra Servizi e presidente regionale della Confapi - è che la generalità di coloro che aspirano a ruoli elettivi nelle Istituzioni ai vari livelli abbia accordato la priorità al capitolo delle azioni da mettere in atto per frenare un declino serpeggiante anche in una realtà provinciale come la Granda. Questo non può che trovare la nostra condivisione, dal momento che agli inizi degli anni Duemila fu proprio la nostra Associazione di categoria, in ambito provinciale, a effettuare una prima e molto importante ricognizione in cui si comparavano le aliquote locali e il peso della reale imposizione municipale sui fabbricati e sulle attività produttive nei Comuni più importanti del Cuneese. Studi a cui seguirono altrettante concrete proposte di incentivazione che, con il passaggio dall'Ici all'Imu, vennero purtroppo meno anche laddove erano state recepite e messe in pratica dalle Amministrazioni civiche".

Adesso il ruolo di queste ultime si fa necessariamente più impegnativo e complicato: "Occorre uscire da una logica per cui chi ha responsabilità nelle Istituzioni si fa riconoscere introducendo una complicazione nuova, destinata ad aggiungersi a quelle precedenti - prosegue Piumatti - Anche le rilevazioni più recenti, condotte da altre Associazioni di categoria con le quali intendiamo collaborare nei diversi tavoli di confronto, confermano in pieno che il numero totale delle complicazioni, deliberate in ogni periodo preso in considerazione, ha sempre superato quello delle semplificazioni. Ciò si è tradotto in una tassa aggiuntiva, esorbitante, e in molti casi ha impedito a interi settori economici di crescere e creare occasioni di sviluppo e di lavoro".

Ora sembra prevalere, in tutti i programmi, la parola d'ordine "sburocratizzazione", in aggiunta all'imperativo del contenimento della pressione fiscale, fatto proprio anch'esso oramai da tutti i candidati: "Il sistema delle imprese cuneesi - conclude il dirigente di categoria - ha dimostrato grande maturità e senso di responsabilità, facendosi sempre di più promotore di ragionevoli proposte intese non soltanto a far costare meno la macchina politico-amministrativa, e dunque il conto fiscale da sottoporre a cittadini e imprenditori, ma in parallelo anche a rendere meno complicato e oneroso l'adempimento degli obblighi, perché proprio qui si annidano spesso i rischi principali, che per esempio impediscono a molte realtà aziendali di fuoriuscire da uno stato di difficoltà dovuto a componenti sia fiscali che burocratiche".

Un meccanismo per il quale i più virtuosi si sobbarcano i maggiori sacrifici per ricevere una sempre minore offerta di servizi e di sostegni, "proprio come sta avvenendo per la nostra zona geografica - conclude Piumatti - dove le eccellenti risorse umane e professionali che vantiamo nel settore sanitario e in quello giudiziario non possono ancora contare su un nuovo ospedale unico e rischiano di veder chiuso da un momento all'altro il tribunale. Per questo motivo, i programmi e le proposte dei candidati alle consultazioni di fine maggio devono prioritariamente fare in modo che i sacrifici sostenuti da famiglie e imprese non siano vanificati e si traducano infine in maggiori opportunità di sviluppo e non, come sta avvenendo ora, in minori e più scomodi servizi e in reti infrastrutturali incomplete. Come ha ribadito il Ministro alle Infrastrutture, onorevole Maurizio Lupi, durante la propria visita alla Bra Servizi: occorre il coraggio di portare a termine gli interventi necessari all'ammodernamento dei territori, senza cristallizzarsi sul passato e all'interno dei nuovi e mutati scenari, e dunque bisogna agire avendo ben presente l'obiettivo finale senza dover ogni volta ripartire da capo".

R.G.