Per molti dei presenti, quella suonata ieri sera nella piccola Sala Consiliare di Sanfront al termine dell’assise probabilmente più polemica del quinquennio è stata l’ultima campanella. In cinque non saranno più della partita la prossima legislatura. Tra di essi, l’assente per così dire “di lusso” - non ce ne vogliano gli altri - sarà innegabilmente Raimondo Sacco, 75 anni compiuti il 15 maggio scorso, quaranta dei quali trascorsi ad occuparsi della cosa pubblica, del proprio paese.
Dal 1970 ad oggi, quasi ininterrottamente. Se non fosse per il quinquennio 2004/2009 quando l’ex preside delle scuole medie del paese ed ex presidente della Comunità Montana Valle Po aveva tentato la fortuna altrove, a Paesana, candidandosi al fianco dell’amico Giovanni Battista Mattio. Nel farlo si era, per così dire, scordato di dimettersi in tempo utile dalla stessa carica ricoperta a Sanfront e così – “grazie” soprattutto al lavoro d’inchiesta fatto all’epoca da una testata locale – pur se eletto venne dichiarato “ineleggibile” e costretto a trascorrere 5 anni in panchina.
“Dopo 40 anni mi riposo un po’” ha detto ieri sera Sacco, visibilmente commosso, specie nel momento in cui il resto del Consiglio gli ha tributato un fragoroso applauso.
Sono stati quarant’anni equamente suddivisi a metà: 20 trascorsi a fare il sindaco (allora non c’era problemi di mandati), dal 1970 al 1990, a tratti anche con al fianco il papà dell’attuale primo cittadino, gli altri 20 sui banchi dell’opposizione. A fare quello che l’opposizione di norma (ma non sempre) fa, con estrema signorilità e competenza. Un galantuomo prestato alla politica: questo è stato Raimondo Sacco.
“Sono davvero commosso nel salutarti – ha detto il sindaco Roberto Moine -. Sei stato un’istituzione per il nostro paese ed il tuo addio è per me fonte di grande rammarico. Tutti i sanfrontesi sono certo ti ricorderanno e continueranno a volerti bene”.
Poi un altro applauso. Il sindaco che si alza per consegnare personalmente a Sacco un libro sulla storia dei carabinieri (dono dell’Amministrazione Comunale di Pastrengo) e per salutarlo con un abbraccio. Che odorava di sincerità lontano un miglio. Buon riposo, professor Sacco.