È stata allestita la Mostra micologica del C.A.M.P.A.L. «Funghi primaverili» (miracolosa, in giorni assolutamente non adatti, soprattutto per il vento, alla proliferazione di tali forme di vita), con la partecipazione dei Gruppi Micologici aderenti al "Coordinamento Associazioni Micologiche Piemontesi, Aostane e Liguri – Esposizione “Tavole Micologiche” dell’illustratore scientifico Fabrizio Boccardo di Genova" (uno dei disegnatori scientifici viventi migliori d’Italia).
Il Museo e le Mostre sono stati visitabili gratuitamente domenica 18 maggio (e lo resteranno nel normale orario di apertura della prima domenica del mese, tra le 15 e le 17 e nei giorni delle feste patronali, la seconda domenica di luglio e l’ultima di agosto, momenti di esposizioni stagionali, condizioni atmosferiche concilianti, molto ricche).Troppo poco noto è che questo museo viene giudicato tra i maggiori per importanza in Italia (paragonabile a quello di Pinerolo).
Giulio Chiapasco, indimenticabile amico e collaboratore, lo ha amato come uno dei suoi figli (la presenza di una collezione unica di calchi in gesso di funghi realizzati, con tecnica personale (gesso e resina, pasta dentistica), dal dottor Mario Strani, di plasticità unica, premiato, a suo tempo, dal Comune di Boves, con "cittadinanza onoraria", è dovuta ad amicizia tra i due studiosi).
Il maestro bovesano Giacomo Parola gli ha dedicato anni e anni della sua vita. Tuttora bovesani se ne occupano, volontari attenti e diligenti, come Bartolomeo, «Meo», Dutto, i coniugi Angela Cavallera ed Adriano Gastaldi.
Accanto a loro il "Gruppo Micologico Bovesano", uno dei primi della Provincia, nato pochi anni dopo quello di Ceva, si è allargato, diventando l’A.M.B.A.C. Cumino, Associazione Micologica Bovesana e delle Alpi Cuneesi, dedicate a ricercatore settecentesco, Ugo Cumino, monaco alla Certosa di Chiusa Pesio, cui l’esser ridotto a stato laicale dall’invasione francese post rivoluzionaria, del generale e imperatore Napoleone Bonaparte, non tolse la voglia di studiare.
La presiede Gianfranco Armando, di Rossana. Ne fanno parte appassionati come Jolanda Armand Ugon, Giovanni Manavella, Aurora Falco Pellegrini. Conduce varie iniziative di studio (recente quello, attento, sui curiosi mixomiceti, davvero al limite del concetto di "fungo"), a livello internazionale, oltre che curare varie esposizioni in tutto il Cuneese ed interessante pubblicazione periodica di spessore.
Fissata da accordi di quasi venti anni fa sono i rapporti tra Comune ed Associazione, legati dal Museo, sereni, alla cui discussione parteciparono Giulio Chiapasco e l’allora assessore Flavio Becchis. Collegato è sempre stato ricco museo di scienza naturali, ora risistemato (una parte è all’etnografico in allestimento), con la collaborazione di Franco Delpiano, guardiaparco ed appassionato della fauna locale, e di Marcello Pellegrino, collezionista di minerali e fossili.
Il sindaco Mario Giuliano, prima di tagliare il nastro, ha ricordato ai numerosissimi presenti, l’importanza a Boves del lavoro dei volontari. Sulla ex Filanda Favole ha fatto notare, ribadito, come sia stata la sua Amministrazione a portare avanti e realizzare un progetto di utilizzo suggerito dai predecessori, evitando di far restare la struttura "cattedrale nel deserto".
Ha ricordato il 1.250.000 euro reperito per interventi senza esborso dal Comune, ringraziando il Gruppo di Azione Locale per l’impegno (il rieletto presidente Ugo Boccacci ha auspicato una collaborazione ancora maggiore per il futuro). Ha ricordato l’esigenza dello spostamento del museo in questa collocazione, bellissima, che marginale non so sarà più dopo il prossimo trasloco al piano superiore della biblioteca, in seguito a ricollocazione dell’ufficio della Polizia Municipale in Piazza Borelli.
Gianfranco Armando ha auspicato che questo sia l’ultimo trasloco, dopo sette vissuti, ha regalato mazzi di fiori a collaboratori ed alle loro signore: dalla famiglia Dutto, a quella Chiapasco (presente il figlio Alberto), a quella Boccardo, alla moglie del deceduto Gian Carlo Brandino di Cardè (che suoi calchi, in scagliola, ha aggiunto a quelli di Mario Strani. Ugo Boccacci ha ricordato che il lavoro del GAL volge, anche, ad un «mettere in rete» le varie attrattive turistiche e culturali della zona.