Eventi - 26 maggio 2014, 18:08

Mondovì antologica di Francesco russo Buròt

Prosegue l’attività della onlus “col. Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo”: è in allestimento una antologica per Francesco russo Buròt, nell’Antico Palazzo di Città , a Piazza, in via Giolitti 1, che, incentrata sulla sua ultima produzione, si amplierà con uno sguardo su tutta la sua ampia attività artistica

il Memoriale ai martiri della Resistenza a Roburent

 

Prosegue l’attività della onlus “col. Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo”: è in allestimento una antologica per Francesco russo Buròt, nell’Antico Palazzo di Città , a Piazza, in via Giolitti 1, che, incentrata sulla sua ultima produzione, si amplierà con uno sguardo su tutta la sua ampia attività artistica.

La rassegna  sarà compendiata dal titolo “Il bosco delle fiabe: ultime opere di Burot” e il critico d’arte Remigio Bertolino, ricorda: ” Dopo il ciclo di sculture sui “galli”, realizzate su duttile legno di salice e dipinte a sgargianti colori, Burot ha ora intrapreso un tema nuovo, incentrato sulla fiaba e sulla fantasia. Questo inedito ciclo di sculture, di piccolo formato, nasce da una appassionata immersione nella natura. Burot va alla ricerca dell’anima delle nostre selve, dei nostri boschi. Attraverso la suggestione di favole e miti crea un universo di magiche creature (ninfe, elfi, gnomi...).

Il bosco è il luogo misterioso per eccellenza,  in cui sono ambientate molte fiabe, luogo dove tutto può succedere, dove il male può presentarsi sotto varie forme: lupo, orco... Dalle sue escursioni solitarie (mi viene in mente il grande scrittore Robert Valser  che dalle sue passeggiate giornaliere traeva spunti di altissima poesia) lo scultore recupera pezzi di rami, scaglie di tronchi, cortecce, filamenti, bacche. Poi, nel silenzio dello studio, trae dal “materiale povero” con estro creativo, forme,  figure legate, in qualche modo, con il mito, con il folclore, con l’inconscio... Buròt riesce a dare a questi minimi frammenti di natura una forma davvero particolare, di grande forza ed impatto emotivo. Alcune sculture sono esemplari in quanto testimoniano il modo di operare dell’artista monregalese. Un semplice ramo viene trasformato in una mezza luna da cui fanno capolino facce di creature boschive. Da una corteccia di ciliegio lo scultore fa erompere l’immagine di una faccia tratteggiata da pochi dettagli: due ghiande per occhi, il naso  ricavato da una protuberanza della corteccia stessa. Da un altro ramo l’artista fa sbocciare un cigno con accanto un fiore la cui corolla è un volto squadrato, quasi da idolo antico. Spesso le sculture presentano facce sui due lati, lasciando all’occhio il compito di esplorarle minutamente, come  un bosco durante una passeggiata ci svela segreti ad ogni passo. Sculture, quindi, prettamente  “polimorfe”, misteriosi aggregati di elementi naturali e antropomorfi. In questi inediti gruppi scultorei anche i galli del precedente ciclo ritornano, spesso in  miniatura; paiono emergere anche loro da tempi favolosi e mitici. Una scultura particolare è stata ricavata da una radice con incastonata una pietra. L’occhio esperto e sensibile di Burot ne ha colto la forza iconica, la suggestione dei due elementi accostati: legno e pietra. Le ha dato la forma di uno strano essere a due facce. La figura in pietra, una pietra grigia e piena di lucori, richiama certe sculture di Modigliani per il taglio sintetico del volto. Anche questa  “quête” artistica di Burot nasce all’insegna della fantasia e della creatività. Vi è in lui un dono naturale nel dar forma e vita a rudi e grezzi elementi trovati sul greto di un fiume, lungo un viottolo di campagna, in un bosco di castagni... L’artista monregalese è sempre stato vicino al “côté surrealista”, per quel suo continuo ammiccamento al sogno, alla forza delle visioni inconsce, alla potenza creativa della fantasia, intesa come capacità di aggregare gli elementi più disparati. Tutte queste nuove sculture hanno un ulteriore fascino perché l’artista le ha verniciate di un bianco satinato che dona loro un’aura di classico splendore.” Grazie alla disponibilità del Sindaco Viglione e della Città di Mondovì, Buròt riceverà il meritato riconoscimento,per la sua lunga attività di ricerca artistica e potrà illustrare ai visitatori una larga gamma di opere, dagli olii alle xilografie, dagli acquarelli e chine policrome, alle fotografie, alle sculture litiche ed ai legni. L’esposizione vuole pure porsi come segno di sincera gratitudine verso Francesco russo Buròt da parte di parecchi comuni ed associazioni, per la sua generosa realizzazione di monumenti, per memoria della Resistenza, della attività sociale e civica. La inaugurazione è prevista per sabato 7 giugno, alle ore 16.

 

 

c.s.