Gentile Direttore,
scrivo per mettere in luce una mia personale "disavventura burocratica".
Il giorno 27 agosto, dopo aver letto sul vostro giornale dell'autobus sostitutivo sulla linea Cuneo-Ventimiglia fino al 28, cerco informazioni più dettagliate per usufruire del servizio.
La stazione non ha più un telefono, perciò chiamo la polizia ferroviaria, che gentilmente mi risponde di non dare indicazioni riguardo i treni e mi fornisce un numero verde. Compongo il numero e una vocina registrata mi dice che devo decurtare l'800 e che il servizio è a pagamento per un modico euro al minuto.
Pproseguo e dopo aver cliccato le varie opzioni finalmente parlo con una operatrice che con la massima calma cerca informazioni; la sollecito un po', dicendo che sto pagando, e lei mi dice che il treno delle 18.40 Ventimiglia-Cuneo è sostituito da un autobus, ma non mi sa dire da dove parte e se il biglietto si può fare a bordo. Praticamente ne so come prima.
Decido di arrivare in stazione per le 18 (la viaggiatrice è mia figlia di 16 anni). Parcheggio in divieto di sosta perchè metà parcheggio è occupato da autobus e posti non se ne trovano. Ci sono 2 vigli alla rotonda ai quali chiedo informazioni e mi dicono di fare il biglietto all'unico sportello aperto.
Ci mettiamo in una coda molto lunga, rallentata da un malfunzionamento del sistema: nel frattempo partono due dei 4 autobus presenti. Una signora mi chiede di passare perchè intende partire per Cuneo e così condividiamo il problema. Quando finalmente alle 18.31 è il mio turno allo sportello mi dicono "Non si fanno più biglietti per Cuneo".
Alle mie rimostranze si risponde: "Faccia un reclamo". Non mi arrendo. Cerco l'autista dell'ultimo autobus rimasto che molto gentilmente mi dice "Io torno comunque a Cuneo, carico i passeggeri rimasti".
Mia figlia e la gentil signora, ultime e uniche viaggiatrici dell'ultimo minuto vengono imbarcate e viaggiano gratis per Cuneo.
Che giornata!