Saluzzese - 30 settembre 2014, 17:15

La carovana della salute sul Viso Mozzo e Cima Losetta, con i simboli Zonta della lotta contro la violenza sulla donna

Due donne del Centro diurno della Psichiatria dell’AslCn1, in vetta con tutto il gruppo e i gagliardetti dello Zonta Saluzzo sui due tremila del Monviso. Hanno fatto parte della carovana del progetto di Montagnaterapia nell’ambito delle celebrazioni 150 Boarelli. L'esperienza con muli e asini sarà raccontata nel IV convegno nazionale “Fare e Pensare .MontagnaTerapia a Cuneo dal 9 all’11 ottobre. Con la carovana anche le guide professioniste del Monviso, grazie al sostegno del club saluzzese.

Le due donne del Centro diurno di Cuneo e i simboli Zonta in punta a Cima Losetta 3054.

A pieno titolo sarà portato ad esempio nel IV Convegno nazionale di  “Fare e pensare MontagnaTerapia” che si tiene dal 9 all’11 ottobre a Cuneo (al Centro Incontri della Provincia) il trekking  a tappe del progetto “Monviso per tutti “ promosso dal Centro di Psichiatria dell’AslCn1, dalle sezioni Cai del Saluzzese, dal Servizio Socio assistenziale del Consorzio “Monviso Solidale” nell’ambito del programma celebrativo “150 Boarelli” per i 150 anni della prima salita femminile al Re di Pietra.

Trekking che si concluso nei giorni dal 25 al 29 agosto scorso con la conquista da parte del gruppo di utenti del Centro di due vette, entrambe di tremila metri: il Viso Mozzo e  la Cima Losetta. In punta, con il gruppo e l’aiuto di volontari del Cai e del Soccorso alpino, due donne C.D.  di 30 anni, M.T. di 25 anni, utenti del Centro diurno cuneese, portabandiera simboliche della salita che ha voluto rendere onore all’impresa delle due pioniere Alessandra Boarelli e Cecilia Fillia, prime sul Monviso nel 1864.

In vetta anche gagliardetti e stendardi dello Zonta club Saluzzo, che hanno sostenuto l’iniziativa mettendo a disposizione le guide professioniste del Monviso “Con questa impresa - ha sottolineato la vicepresidente Flavia Cerutti Peirone - come già  con quella del 16 agosto dalla cordata Fucsia sul Monviso, abbiamo voluto sostenere l’impegno delle donne anche in campo alpinistico e portare in vetta i simboli  della lotta contro la violenza sulle donne  e il femminicidio”.

L’iniziativa “Monviso per tutti” che aveva come obiettivo quello del camminare insieme in montagna, scambiare amicizia ed emozioni tra utenti dei centri diurni e le persone interessate all’esperienza, ha registrato un ottimo riscontro nei cinque appuntamenti di avvicinamento al Viso con quasi  600 partecipanti e 21 servizi socio assistenziali da tutto il Piemonte e non solo. 

 

E’ stata una esperienza molto interessante e significativa, con il raggiungimento di piccolo primato ( quella dei due tremila) che hanno un grande valore per noi -  commenta  Sebastiano Audisio, operatore infermieristico  del Centro diurno - dietro c’è un anno di lavoro di gruppo e su sè stessi  per concludere  il progetto  “La Montagna è Salute”.  Un progetto pilota, portato avanti dal Gruppo Montagna della Psichiatria Territoriale cuneese, appoggiato dal primario Francesco Risso e dal responsabile Ugo Palomba, in collaborazione con il Cai Saluzzo e rivolto a persone con sofferenza emozionale. Prevede interventi terapeutico-riabilitativi di integrazione attraverso esperienze in montagna, attraverso la conoscenza dell’ambiente alpino delle nostre valli e vede  nella montagna uno strumento per promuovere  salute,  benessere, autonomia, autostima, integrazione, unendo le esperienze di persone con sofferenza psichica insieme alle realtà del territorio.

“E' stata una bella esperienza anche per l’opportunità di camminare con mule e asini – racconta Audisio - pur essendoci stato un piccolo evento traumatico, dovuto alla rovinosa caduta di una mula da un dirupo e al lungo impegno per il recupero dell’animale. Fortunatamente e miracolosamente, pur avendo perso tutti i denti, la mula si è salvata ed ha già ripreso l’attività di accompagnamento in montagna. La scena dura, a poche ore dall’inizio del tour ( 5 giorni, 4 pernottamenti) ha turbato non poco i partecipanti, ma il gruppo, lo stimolo dell’impresa, hanno prevalso nella direzione del continuare.

Il primo giorno abbiamo raggiunto il Quintino di Sella – continua nel racconto - con un tempo meteo che  non ha accompagnato. Il giorno dopo, la salita ai tremila del Viso Mozzo, sotto una pioggia quasi monsonica.  In vetta grazie all’aiuto dei volontari Cai e  del Soccorso Alpino, medici operatori, è giunto tutto il  gruppo del Centro diurno, 13 persone  con le  due donne che hanno simbolicamente ricordato l’impresa celebrativa. Un momento intenso l’arrivo in cima, dopo la salita in mezzo alla tormenta, ma con un team rafforzato dall’esperienza. Il giorno, dopo accompagnati da un cielo blu cobalto, una tappa molto lunga ( 8 ore) per arrivare al rifugio Vallanta, sempre in compagnia di asini e muli che danno anche visivamente il senso della carovana. La sera nonostante la stanchezza libagioni a volontà, pane e salame, scorte di viveri caricati sugli animali”.

 

La festa,  ha preceduto la partenza per il tentativo di raggiungere la Cima Losetta 3.054 metri.  Ancora in vetta le due donne del Centro diurno, motivate nell’obiettivo dallo stimolo della celebrazione della prima ascesa femminile e dal senso di responsabilità simbolica consegnata  loro dallo Zonta Saluzzo.

Dal 9 all’11 ottobre al convegno di Cuneo "Fare e pensare Montagnaterapia" parteciperanno numerosi esperti del settore (medici, psicologi, educatori, infermieri, ma anche volontari, soci CAI, guide alpine ), che si confronteranno sul tema tra il 9 e il 10 ottobre, parlando di salute mentale, dipendenze, disabilità e handicap. Giovedi 9 ottobre, alle ore 21, è  in programma un evento aperto al pubblico al Cinema Monviso e sabato 11 ottobre, tra le 10 e le 13, è prevista un’escursione nel parco delle Alpi Marittime a cura dell’ente Parco.

 

La firma sulla Cima Losetta

Partenza della Carovana della salute con le referenti Zonta

Partenza della carovana della salute per il tour del Monviso nell'ambito di un "Monviso per tutti"

Gli animali della carovana della salute

Carovana della salute

Vilma Brignone