“Esonero dal patto di stabilità per i Comuni sino a 5.000 abitanti” e trasmissione della delibera in tal senso adottata ai Presidenti di Camera e Senato ed al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi.
Tutti d’accordo in Consiglio Comunale a Rifreddo (ove peraltro la minoranza non esiste) nel rilevare non solo che le disposizioni attinenti al patto di stabilità per i piccoli comuni comporta, di fatto, il blocco totale degli investimenti e il divieto di utilizzo di risorse peraltro presenti nelle casse comunali, ma anche che nell’attuale situazione di crisi economica permettere ai comuni virtuosi di spendere le risorse in loro possesso potrebbe contribuire a risollevare la scarsissima domanda interna e generare un minimo di ripresa.
Quando si è trattato di alzare il braccio per approvare, lo hanno fatto tutti ed 8 i consiglieri comunali presenti all’assise.
Il Consiglio presieduto dal sindaco Cesare Cavallo ha altresì evidenziato che le regole del patto di stabilità, chiaramente improntate a criteri burocratici e ragionieristici puniscono, paradossalmente, gli enti cosiddetti virtuosi che hanno negli ultimi anni mantenuto un basso tasso di indebitamento e una oculata gestione del personale e che, oltre a questi vincoli, il legislatore centrale, in contrasto palese con i principi di autonomia e sussidiarietà previsti nella Costituzione italiana, ha emanato tutta una serie di disposizioni normative, paralizzanti l’ordinaria gestione dei piccoli comuni.
Per contro, a fronte di una evidente contrazione delle risorse trasferite dallo Stato – secondo il Consiglio - si è proceduto ad assegnare ulteriori compiti e funzioni ai Comuni mettendo a repentaglio la gestione dei servizi fondamentali.