Il Museo di arte sacra en plein Air “Santi del Popolo”di Casteldelfino continua a rivestirsi di fiori alpini variopinti negli spazi vuoti dietro le statue dei Santi. E’ un elemento coreografico che aggiunge ulteriore solennità alla solennità di un sito museale dove ben 12 statue di Santi in bronzo a misura d’uomo hanno trovato la loro collocazione grazie alla progettazione e realizzazione dell’Amministrazione comunale del sindaco Amorisco nel corso dei suoi due mandati di governo del paese.
Alle tre prime vetrocamere, la prima con la Stella alpina alle spalle di uno spazio, per il momento, ancora privo di statua, la seconda con il Cardo di argento abbinato alla statua di San Giovanni Bosco con San Domenico Savio e la terza con l’Erba rota abbinata alla statua di San Chiaffredo si sono aggiunte altre tre vetrocamere, rispettivamente, con il Campanellino abbinato alla statua di Sant’Antonio Abate, con il Non ti scordar di me abbinato alla statua di San Giuseppe e con il Giglio rosso abbinato alla statua di Maria Vergine Immacolata.
Come per le tre prime tre vetrocamere anche per queste seconde, sui due lati di ogni vetrocamera figura il nome scientifico del fiore sul lato destro e il corrispondente nome italiano sul lato sinistro.
Il primo cittadino di Casteldelfino Domenico Amorisco, orgoglioso di questa ennesima realizzazione, dichiara in proposito: “I lavori proseguono un po’ a rilento sia per le delicate fasi di lavorazione delle vetrocamere sia per le intemperanze atmosferiche che ne ritardano la loro posa sotto il porticato del Museo. A tutt’oggi infatti, per completare il progetto, restano ancora da collocare le vetrocamere con la Viola selvatica abbinata alla statua di San Pio da Pietrelcina, con l’Arnica abbinata alla statua di San Francesco d’ Assisi, con il Bucaneve abbinato alla statua del Beato Papa Giovanni Paolo II ora santificato, con il Narciso abbinato alla statua di Santa Chiara, con il Mortagone abbinato alla statua di San Michele Arcangelo, con la Nigritella abbinata alla statua di San Sebastiano, con l’Anemone alpino abbinato alla statua di Santa Lucia e con la Genziana blu abbinata al Display info. Il percorso è ancora lungo ma ritengo che ne valga la pena pazientare per centrare l’obiettivo già dichiarato di assicurare ai visitatori del Museo un’escursione virtuale nel mondo affascinante della flora alpina montana e, allo stesso tempo, un’escursione virtuale nell’ altrettanto affascinante Paradiso dei Santi”.