Il nome è quello di un pittore delle nostre valli, Bernard Damiano. La scuola è quella nel piazzale di S. Rocco Castagnaretta. La classe, una 4° primaria in cui convivono armoniosamente un cinese, un nigeriano e un'altra ventina di bambini "tutti uguali e tutti diversi".
I problemi sono quelli di tutti i giorni, ma l'entusiasmo della gioventù che crede ancora nei sogni e che è determinata a realizzarli. Poco materiale di recupero -lo spirito ecologico dei futuri cittadini del 2023- , la frizzante creatività dell'infanzia e una progettualità totalmente ludica hanno dato vita ad un presepe di una semplicità evangelica.
Ma non privo di fascino e di senso estetico. Rotoli di carta igienica, palline da ping-pong, resti di carta da parati, una scatola da scarpe sono stati sufficienti per realizzare il simbolo storico delle prossime festività. Il merito all'entusiasmo dei ragazzini, all'indefettibile collaborazione delle famiglie e a insegnanti capaci di lasciarsi dietro le spalle la rigidità protocollare delle lezioni per "seguire il flusso".
Sic et simpliciter, nello spirito del Natale; per la gioia di grandi e piccini.