E’ probabile che a riportare gli animi in linea con il clima di questo periodo siano bastati i pasticcini e lo spumante finale, per un brindisi senza steccati né divisioni. Nè veleni. Che torneranno presumibilmente a correre subito dopo le Feste.
Ma se si eccettua l’epilogo, l’ultima seduta del Consiglio Comunale di Sanfront dell’anno, di Natalizio ha consegnato assai poco alla cronaca stanca e svogliata di questa fine d’anno.
Tra quel poco non c’è certo il furioso ed impietoso attacco che l’ex sindaco Roberto Moine (oggi consigliere d’opposizione) ha mosso alla maggioranza per i 52mila euro spesi (“senza ottenere nulla in cambio”) in via Serro.
“Vorrei sapere quali criteri e quali scelte progettuali hanno consigliato di intervenire su via Serro con una spesa spropositata se rapportata ai vantaggi, mentre ben altre erano le strade con diritto di priorità in paese, strade dissestate e senza guard rail. A fronte dei 52mila euro spesi, 30mila sono stati sprecati, buttati al vento ed è vergognoso spendere così i soldi mentre da altre parti si tagliano addirittura i servizi. Lo scandalo è che per allargare di 80 centimetri 80 metri di strada sino sono spesi 650 euro a metro quadro: i costi di realizzazione di un’autostrada! Dovreste vergognarvi! Ma voi siete così: voi tagliate anche le buone idee, anche quelle a ‘costo zero’, anche quelle per mettere in pratica le quali si è sempre ricorsi a sponsorizzazioni private, come il tradizionale pranzo degli anziani” ha detto Moine. Un fiume in piena senza argini né paratie l'ex sindaco, come poche altre volte in passato. Quasi volesse – come ha rimarcato la maggioranza – “sottintendere qualcos’altro”, o qualcun altro.Quasi se il fuoco delle recenti polemiche continuasse a covare sotto la cenere.
A Moine hanno risposto prima il vicesindaco Silvio Ferrato e poi il sindaco Emidio Meirone. Il primo, ribadito che le scelte le compie chi vince le elezioni e non chi le perde, ha definito “riduttivo il riportare i 52mila euro spesi in favore di una strada lungo la quale transitano quotidianamente tutte le maestranze di un’azienda limitrofa ad un mero ampliamento della carreggiata”. Il secondo, ricordato che anch’egli (quando sedeva nella giunta guidata da Moine) sovente si stupiva, “senza voler sottintendere nulla”, del rapporto spropositato fra benefici e costi, ha puntualizzato sul momento di c risi: “Era un intervento che o si faceva ora, o che altrimenti avrebbe atteso per altri trent’anni”.
Poi il voto ed il brindisi finale.