Il criterio Istat della Montanità a 600 metri di altitudine del municipio non è sostenibile e non può essere adottato per definire i Comuni dove si paga l’Imu sui terreni agricoli e dove no. Lo ha detto il Tar Lazio nella sentenza che sospende il decreto relativo all’Imu sui terreni agricoli. Una “sospensiva” del giudizio con il rinvio della decisione finale al 21 gennaio 2015, cinque giorni prima della scadenza del pagamento, rinviato dal 16 dicembre al 26 gennaio dopo la mobilitazione di Anci e Uncem recepita positivamente da molti Parlamentari.
La sospensiva del Tar contesta proprio il meccanismo dell’altitudine individuato come criterio per il pagamento (dai 281 ai 600 metri sul livello del mare, considerata la casa comunale, l’esenzione dal pagamento vale solo per i coltivatori professionisti), già bocciato dall’Uncem nel 2008 quando l’allora Ministro degli Affari regionali era intenzionato a utilizzarlo per definire la Montanità del Paese, contro ogni logica geomorfologica, culturale, antropologica. Oggi l’Istat e chi ha redatto il decreto sull’imposta municipale sui terreni agricoli nei Comuni montani ricadono nell’errore, grossolano, che di fatto pialla la montagna.
Ovunque si alzano commenti positivi sul pronunciamento del Tar: vi sono terreni, in un Comune che ha il municipio a 500 metri, posti ben oltre i 600, non certo vicini alla piazza centrale. Il municipio, in un Comune posto in una valle alpina, è solitamente nel nucleo posto più in basso: le frazioni, i borghi, il territorio si estendono a monte, sui versanti. Un monito anche per chi oggi vorrebbe applicare “la montanità dei 600 metri” per riscrivere norme e sgravi che consentono di vivere e lavorare nelle Terre Alte. Al centro della sentenza del Tar anche i tempi del decreto, troppo stretti per mettere i Comuni nelle condizioni di programmare le entrate che devono di fatto compensare i 360 milioni di tagli statali da compensare appunto con il maggiore introito di Imu legato alla nuova aliquota sui terreni agricoli. Se il Tar confermerà il 21 gennaio la sospensiva del pagamento il Governo dovrà trovare il modo per compensare i 4mila Comuni italiani che si sono visti tagliare i fondi statali in cambio di un gettito che non arriverà nelle casse.
“L’Uncem – questo il commento del presidente di Uncem Piemonte Lido Riba - continuerà a opporsi a chi con squadretta e goniometro vuole classificare la montagna: vada a Cuneo, a Domodossola e poi negli Appennini toscani o marchigiani per capire che la montagna, anche nella stessa regione, è profondamente diversa”.
Il tema dell’Imu sarà al centro dell’incontro dei sindaci delle Terre Alte che da tutt’Italia arriveranno a Montecitorio il 12 gennaio.Perchè quello vinto dai primi ittadii, altro non è che ilprimo round.