L'Amministrazione Comunale di Borgo San Dalmazzo ha dimostrato nel 2014 tutte le sue carenze. Priva di coraggio ha subito le imposizioni romane, anche in virtù della presenza al suo interno di un onorevole, facendo subire ai cittadini un aumento spropositato di tasse. Ciò ha penalizzato ancor di più le famiglie e soprattutto le aziende, in un periodo difficile quale quello attuale. Più volte abbiamo chiesto un dialogo ma il Sindaco Beretta, ostaggio della Sua maggioranza, nonostante i buoni propositi personali non ha mai voluto concedere. Il dialogo sarebbe servito e servirà in futuro per analizzare con un occhio politico il bilancio comunale e per fare quelle giuste scelte che porterebbero ad una diminuzione di spesa pubblica senza penalizzare i sevizi, anzi in alcuni casi addirittura migliorarli. Purtroppo a Borgo San Dalmazzo tutto ciò non e' stato possibile perché sono valse le "vecchie" regole, figlie di una politica di vecchio stampo.
Speriamo che nel 2015 il Sindaco Beretta possa vincere le resistenze interne e cambiare marcia, per il bene della città. Insieme potremo finalmente ridurre l'imposizione fiscale e fare quelle scelte che porterebbero Borgo San Dalmazzo ad affermarsi come eccellenza del territorio, anche in virtù della Sua posizione geografica che la vede al centro di tre valli. Bene ha fatto il Sindaco Beretta a lanciare la proposta di una grande Unione di Comuni che vede Borgo capitale di almeno 20 comuni montani. Ecco, questo deve fare Borgo, queste sono le nostre speranze per un anno nuovo, in cui le "vecchie" regole della politica fatte di personalismi e divisioni lasciano spazio ad un nuovo modo di intendere l'impegno civico, in cui gli amministratori reagiscono, con coraggio, alle imposizioni che arrivano dall'alto. Solo così i nostri territori torneranno ad essere protagonisti e avranno un futuro.
Piermario Giordano