Saluzzese - 21 gennaio 2015, 09:16

A 6 mesi dalla sua creazione lo “Sportello di prima consulenza legale” è una scommessa vinta dell’Amministrazione di Sanfront

Una trentina i casi esaminati, quasi tutti risolti o “ricomposti” gratuitamente. Legati a problemi di successione, di diritti reali, di sanzioni amministrative e soprattutto di beghe fra vicini di casa. Spazzate vie polemiche e facili dietrologie

La dottoressa Eva Brondino, al centro, il giorno del suo "insediamento", con l'assessore Eva Grande ed il vicesindaco Silvo Ferrato

Una trentina di casi. Quasi tutti risolti o “ricomposti”. Legati a problemi di successione, di diritti reali, di sanzioni amministrative e soprattutto – perché quelle non mancano mai – di beghe fra vicini di casa per questioni di confini e passaggio, ma non solo. Portati alla sua attenzione da quella fascia di popolazione, prevalentemente agricola, dall’età medio alta. Talora giunta anche da qualche paese vicino, come Paesana.

Se c’era una scommessa da vincere, l’Amministrazione Comunale l’ha vinta a mani basse quando ha deciso – era la fine del giugno scorso – di mettere a disposizione della popolazione, dalle 9 alle 11 del sabato mattina, uno “Sportello gratuito di prima consulenza legale” cui rivolgersi per cercare di risolvere tutti quei piccoli problemi di ogni giorno o anche solo semplici consigli su come difendersi da quella giungla di torti e di abusi (talora legalizzati) che è la quotidianità.

Nato per iniziativa della dottoressa Eva Brondino, sanfrontese doc e soprattutto unico legale in pectore del paese, praticante avvocato abilitato presso lo Studio Legale Reinaudo-Ghione di Saluzzo, che la primavera scorsa aveva segnalato al Comune la propria disponibilità ad essere presente tutti i sabato mattina, nel Palazzo Comunale, per essere d’aiuto ai suoi concittadini l’iniziativa aveva immediatamente trovato terreno fertile nell’Amministrazione Comunale, che l’aveva prontamente favorita, mettendo a disposizione della dottoressa Brondino a mo’ di sede l’ufficio del sindaco è l’utilizzo, per esigenze di operatività, delle attrezzature tecniche e di tutto quanto che possa rivelarsi utile al buon funzionamento di questo “sportello” per il cittadino.

Oggi, trascorsi 6 mesi da quei giorni – irti anche di quelle polemiche che dietro al progetto avevano intravisto chissà mai quali oscuri giochi ma che in effetti altro non sono che le tossine di una tornata elettorale che si credeva vinta e che invece si è riscoperta clamorosamente persa – il vicesindaco Silvio Ferrato non nasconde la sua soddisfazione per l’esito dell’iniziativa: “Volevamo offrire un servizio in più alla popolazione senza dabbenaggine, né scarsa lungimiranza, né – men che meno - malafede. E ci siamo riusciti”.

W.A.