Al Direttore - 08 febbraio 2015, 15:04

“Vorrei ricordare al sindaco di Boves che ai nostri tempi…”

Lettera sulla chiusura/non chiusura delle scuole “per neve”

Gentilmente vi scrivo perché vorrei che per una volta potessimo valutare certe decisioni con realismo, un po’ di nostalgia e buon senso per giorni in cui la neve ci aiutava a socializzare e divertirci nonostante i disagi che comportava alle persone che come oggi dovevano spostarsi e lavorare nel nostro territorio e condividerla con chi potrà leggerlo sui vostri giornali.

Vorrei ricordare al Sindaco di Boves che, ai suoi (nonché nostri) tempi venivamo lasciati nei cortili a fare i pupazzi e giocare con la neve e siamo cresciuti chi più chi meno con una certa educazione ed anche se oggi siamo cresciuti,  aspettiamo la neve ed apprezziamo il nostro paesaggio con essa nonostante i disagi che può creare ad ognuno.

A differenza di oggi, che pare sia impossibile, eravamo abituati a camminare andando a piedi e bagnandoci e i nostri genitori andavano a lavorare ma non vi era l’obbligo di avere le strade perfettamente pulite (impossibili da realizzare perché quando nevica ritorna immediatamente e non ci vuole uno studio a capirlo), ognuno si attrezzava e partiva, i cortili non venivano spazzati dagli spartineve ma bensì da condomini che rimboccandosi le maniche e prendendo in mano la pala, provvedevano a ripulire con dovuto rispetto per il lavoro di tutti e senza pretese immediate perché coscienti che la stagione invernale porta la neve ed i disagi.

Sicuramente noi potevamo sfogarci e divertirci con i giochi nonostante il freddo, bagnarci rotolandoci nella neve, facendo i pupazzi, tirandoci le classiche “mute” magari dure da farci male (cosa che oggi non si usa più fare), e tornando a casa ricevere la sgridata da mamma;   ma aspettarla ogni anno in quanto benefica per i campi,  per la nostra salute (ci ammalavamo molto meno) ed il nostro divertimento, com’era bello poter stare all’aria aperta.

Anche crescendo e subendo i disagi che comporta, con cui però conviviamo bene, aspettiamo con trepidazione vederla cadere ed imbiancare i nostri paesaggi ed apprezziamo sempre, le belle passeggiate che la nostra città ci permette con i suoi viali e le larghe strade alberate, il silenzio che crea ovattando i rumori che sempre ci martellano e non ci fanno apprezzare tanta bellezza che ci circonda, rimanere incantati ogni volta come fosse la prima che vediamo e possiamo vivere.

La neve però è molto apprezzata da coloro che con questa stagione ci lavorano e la natura segue il suo corso: invece le nostre vite sono ormai così frenetiche che tutto deve essere immediato, non si riesce più ad apprezzare il creato con tutte le sue cose belle.

Spiace comunque che certe decisioni possano creare tanto clamore anche perché non credo che i ragazzi che in questi giorni sono rimasti a casa da scuola non lo abbiano fatto altre volte per motivi diversi creando o non creando disagi uguali e non necessariamente tali da impedire ai ragazzi di maturare (anche perché in diverse situazioni risultano essere più maturi degli adulti che li indicano quali futuri bamboccioni).

Penso invece che gli amministratori in quanto tali, ognuno per quanto riguarda il proprio mandato, possano valutare oculatamente e conoscendo la situazione a 360 gradi,  quale decisione si la migliore per la città e  per i territori interessati evitando di creare ingorghi e/o possibili incidenti che possono paralizzare ancora di più il traffico e il passaggio dei mezzi adibiti al ripristino della viabilità.

Gli abitanti dovrebbero apprezzare tali scelte anche a malincuore scandendo il tempo diversamente pensando che si tratta di un’attesa misurata alla situazione e non per sempre, cercare di viverla tornando un pochino bambini come tante volte ci piacerebbe guardando i piccoli che incontriamo per strada imbacuccati e gioiosi nel vivere una situazione così diversa alla quale non sono abituati ma probabilmente la frenesia del quotidiano non permette a tanti di poterlo apprezzare.

Mi spiace se vado controcorrente ma mi piace la neve nonostante tutto e quindi auspico per tanti di poter cambiare anche solo un pochino l’idea di non volerla più vedere come a Natale che pareva di essere in estate ma di goderla come regalo della natura per farci stare meglio fisicamente e rilassarci dai ritmi forsennati che la vita ci richiede.

M.F.