Eventi - 10 marzo 2015, 10:32

Le ceramiche di Mondovì nel “Cielo d’Italia” a Expo 2015

Realizzate 11 mattonelle che insieme ad altre creazioni provenienti da tutto lo Stivale andranno a comporre un suggestivo arco, esposto in uno dei padiglioni della grande fiera milanese

Mondovì nel “Cielo d’Italia”: la città monregalese, infatti, contribuirà alla realizzazione di un arco composto da mattonelle di ceramica provenienti da ogni angolo della penisola, che sarà successivamente esposto a Milano all’interno di uno dei padiglioni fieristici di Expo 2015.

L’iniziativa è stata illustrata presso la sede del palazzo comunale dal sindaco Stefano Viglione, dagli assessori Mariangela Schellino e Guido Tealdi, dal presidente dell’associazione “Ceramica Vecchia Mondovì” Ezio Tino e dalle direttrici artistiche Ingrid Mijich e Silvana Prucca.

Presente in sala anche Gianni Rovea, rappresentante della storica azienda “Besio 1842”.

Gli artisti monregalesi hanno appositamente decorato 11 mattonelle di dimensioni di 25x40 centimetri, che unitamente a quelle delle altre 33 città iscritte all’AICC (Associazione Italiana Città della Ceramica) daranno vita a un grande pannello denominato “Cielo d’Italia”, opera che dal mese di novembre sarà portata in tour presso tutte le località che ne hanno reso possibile la creazione.

Contestualmente, sarà realizzato anche un catalogo, destinato a rappresentare una sorta di vademecum dell’universo ceramico italiano. Mondovì conferma dunque la sua grande tradizione ceramica, testimoniata anche dalla presenza di uno dei più prestigiosi musei nazionali nel quartiere di Piazza.

Appare evidente che Expo 2015 costituirà una vetrina fondamentale per far conoscere al mondo l’ingegno e la creatività dei ceramisti monregalesi, i quali, per l’occasione, sono stati chiamati a inserire nelle loro decorazioni la tematica su cui si fonda l’esposizione universale in landa meneghina, ossia “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, adattando l’argomento alle caratteristiche tipiche della ceramica di Mondovì, che, incurante del passare del tempo, continua a dare lustro alla città cuneese.

Alessandro Nidi