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Eventi | 31 marzo 2015, 11:30

Fossano: grande successo per la presentazione del libro di Paolo De Chiara

Il giornalista e scrittore, "buca lo schermo" con il suo "Il coraggio di dire no", presentato sabato scorso e incentrato sulla figura di Lea Garofalo

La manifestazione per l'ultimo saluto a Lea Garofalo

La manifestazione per l'ultimo saluto a Lea Garofalo

Tecnicamente la Treccani descrive così il termine “bucare lo schermo”: “fig., b. il video, lo schermo, imporsi all’attenzione dei telespettatori, detto di personaggio di spettacolo molto efficace in televisione, capace di far presa sul pubblico; per estens., nel giornalismo.”.

Questo è quello che ha realizzato Paolo De Chiara, giornalista e scrittore, autore del volume “Il coraggio di dire no” su Lea Garofalo, presentato sabato scorso, a Fossano, all’interno della commemorazione e dedica di una via cittadina a questa giovane ragazza, vittima della criminalità organizzata.

Con un piglio fuori dal comune e snocciolando una tempesta di dati incontrovertibili, documentali e giudiziari, ha inizialmente captato l’attenzione del pubblico e degli studenti presenti nella sala, per poi, sconvolgendo schemi ormai desueti di rappresentazioni bibliografiche, dare inizio ad una vera e propria invettiva che ha catalizzato gli animi fino a portarli ad un coinvolgimento personale, culminato in un applauso durato per qualche minuto.

Paolo De Chiara ha già all’attivo diversi volumi d’inchiesta e denuncia sociale, da “Il veleno del Molise” a “Testimoni di Giustizia. Uomini e donne che hanno sfidato le mafie”, opera quest’ultima in cui evidenzia una leggerezza del senso comune che la società pone nell’essere coinvolta in questa lotta al malaffare e contro la criminalità in ogni suo aspetto.

Nella presentazione del volume su Lea lo scrittore non ha mancato di denunciare situazioni veramente sconcertanti che hanno scioccato la platea stessa, perché fatti forse non noti o poco conosciuti, ma soprattutto perché Paolo De Chiara, come si dice in gergo, non le manda a dire, ed ha fatto nomi e cognomi, luoghi date e situazioni.

Nel tratteggiare il profilo giudiziario della vicenda di Lea non ha mancato di soffermarsi anche sugli errori della macchina statale, che purtroppo presenta ancora oggi molte storture perché come ogni altro prodotto dell’uomo è fallace e contaminabile.

Come detto, bucando lo schermo, Paolo De Chiara ha fatto si che i presenti si sono posti l’impegno di un suo esclusivo ritorno in un prossimo futuro a Fossano, per approfondire meglio queste tematiche, soprattutto negli istituti scolastici, perché proprio i ragazzi sono rimasti i più entusiasti del modo di come ha rappresentato la storia giudiziaria ed umana di Lea.

c.s.

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