Il nostro giornale ha avuto un piacevole incontro con il neo-professionista Albeto Nardin di Racconigi nella Duke palestra asd di Savigliano in cui si fa preparare dagli fratelli allenatori Paolo e Daniele Lanfranco.
Alberto è un ragazzo semplice, timido ed umile che ci racconta in modo garbato il suo passato da atleta dilettante nel campionato italiano elite e della sua sfortunata rottura del cambio che a pochi km dall’arrivo non lo ha consacrato campione italiano. Trapela il suo rammarico, ma non si ritiene sfortunato perché da quel momento in poi ha iniziato ad avere i primi contatti con il mondo professionistico che poi a fine stagione si sono concretizzati con il passaggio al team Pro Androni giocattoli Sidermec.
Ci racconta che essere passato Pro è una soddisfazione grandissima anche se i sacrifici e gli allenamenti sono decisamente differenti, ma soprattutto ci racconta delle gare.
Le gare sono nettamente diverse: “da dilettante –ci dice Alberto- la vita era più semplice (si fa per dire NDR), le gare erano più corte (140/160 km) e il livello agonistico più basso; mentre nelle mie prime gare da professionista dove la media è sempre sopra i 200 km (ha disputato circa 4.000 km di gara da inizio stagione, per un periodo è stato il secondo atleta ad avere più km di gare del mondo NDR) ho trovato veramente duro stare nel ritmo e spesso ero al limite per riuscire a stare dietro agli altri. Ho bisogno di fare esperienza e tanti km per poter allinearmi agli altri PRO”.
Ovviamente la domanda ci giunge spontanea: qual è stata la tua sensazione nella prima gara da professionista? “La mia prima gara da Professionista –ci confida Alberto- è stata un’emozione grandissima, ero in mezzo a campioni contemporanei del ciclismo e non mi sembrava vero. Io lì con una maglia di un team PRO pronto per partire in una gara con tutti i grandi del ciclismo. Fantastico."
Passiamo al tecnico, che tipo di specialista sei? “Sono un passista veloce”.
E quanti km hai fatto da inizio stagione e quanti ne farai? "Da inizio stagione (novembre) ne ho circa 8.000 km, arriverò a circa 25.000 km a fine stagione."
Il tuo sogno nel cassetto? "E’ solo il primo anno devo ancora fare tanto per imparare, ma ho un capitano come Pellizotti che mi aiuta e quando può mi da importanti consigli tecnici e di alimentazione che derivano dalla sua esperienza, ma se proprio cerco il sogno nel cassetto è quello di vincere una gara così che tutti i miei sacrifici e il costante impegno negli allenamenti vengano ripagati."
Quindi, possiamo dire che l’Androni è una squadra anche un po’ della provincia di Cuneo, tu di Racconigi i f.lli Lanfranco (Daniele tuo allenatore nelle giovanili e Paolo tuo ex compagno di squadra) allenatori del Team. “Sì Paolo e Daniele, che conosco da una vita, sono ottimi amici ed altrettanto ottimi allenatori, con loro è più semplice capirci ed affrontare allenamenti spesso difficili”.
Ci congediamo da Alberto con una foto di rito, con una bella stretta di mano e con l’augurio di poter scrivere di lui in una sua importante impresa ciclistica.