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Eventi | 23 maggio 2015, 12:20

Francesco De Gregori canta e incanta il Palazzetto dello Sport di Fossano

Folla di spettatori per il concerto andato in scena il 22 maggio

Francesco De Gregori canta e incanta il Palazzetto dello Sport di Fossano

Giacca scura, scarpe a punta, e l’immancabile cappello in testa. Si presenta così Francesco De Gregori nella sua tappa fossanese di “Vivavoce Tour”, davanti a un Palazzetto dello Sport completamente esaurito. A 64 anni da poco compiuti, il “Principe” non perde colpi, anzi, sembra essere rinato per dar vita a una nuova fase della sua ormai lunga carriera.

Giocando con le proprie canzoni e rimodellandole musicalmente, si diverte e fa divertire. Il tour, giunto a Fossano il 22 maggio, porta in giro per il Paese “Vivavoce”, il doppio disco di platino, in cui De Gregori e banda hanno replicato 28 tra i più significativi brani dell’artista, arrangiati in modo inedito. Quello della banda di De Gregori infatti è un coro di strumenti che riempie tutti gli angoli del Palazzetto e sorprende il pubblico, sedotto da uno spettacolo davvero energico, vivo. Quanto alla voce, quella di Francesco De Gregori non sembra temere il trascorrere degli anni e insieme ai musicisti presenti sul palco dona momenti di assoluta poesia.

De Gregori e band iniziano il concerto con brani come “Ti leggo nel pensiero”, “Viva l’Italia”, “Caterina” per passare poi alle applauditissime “Bellamore”, “La leva calcistica della classe ’68”. Appoggia la chitarra e, mani in tasca, canta “La testa nel secchio”. Riprende la sua chitarra per “Generale”, tra le canzoni più attese. Con “Sotto le stelle del Messico a trapanar” arriva sul palco anche una fisarmonica e quando finisce, il cantautore saluta la gente di Fossano: “Non è vero che proibisco al pubblico di cantare nei miei concerti”, scherza, “ma bisogna cantare bene, non siamo al karaoke”. Intona così brani come “Il panorama di Betlemme”, “Il guanto” e l’affascinate “Titanic”, molto apprezzata dagli ascoltatori e accolta con un lungo applauso “Buonanotte fiorellino”.

C’è spazio anche per un generoso bis, che parte con “Alice”, suonata in acustico a due chitarre. “La donna cannone” e “Rimmel” rimangono per ultime in scaletta e concludono il concerto durato quasi due ore. Non è finita. Quando tutto sembra essere concluso e la gente sta per avviarsi all’uscita, i musicisti ritornano in scena con una “Buonanotte fiorellino” più frizzante e ritmata. Una buonanotte dedicata a tutti. “Ora è davvero finita”. De Gregori saluta stringendo mani, ringrazia i presenti e lascia al pubblico una sana leggerezza conquistata negli anni, con gli anni.           

s.gu.

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