Autostrada Asti-Cuneo. Nei giorni scorsi il presidente provinciale di Confindustria, Franco Biraghi, ha inviato una lettera al ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, nella quale, con una provocazione, ha chiesto, fino a quando l’opera non sarà completata (mancano 5 lotti), la revoca della concessione alla società gestrice e la possibilità di circolare gratuitamente, quindi senza pagare il pedaggio, nel tratto già realizzato dell’A33. Sulla vicenda interviene in modo deciso il cuneese Andrea Olivero: viceministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.
“Quando lo Stato - dice Olivero - affida un servizio pubblico in concessione deve vigilare affinché i vincoli contrattuali siano rispettati scrupolosamente, in primo luogo per rispetto ai cittadini che hanno diritto ad usufruire dei servizi. Per questo motivo la provocazione del presidente Biraghi è condivisibile. La vicenda della Asti-Cuneo va affrontata partendo dal principio che l’opera deve essere conclusa a tutti i costi da parte di chi si è assunto tale onere. Se la concessionaria dell’autostrada non vuol procedere viola la sostanza della convenzione e legittima la richiesta che non debbano essere i cittadini a dover continuare a pagare per un intervento incompiuto. Il tema lo abbiamo posto al ministro Lupi lo scorso anno e lo poniamo oggi al ministro Delrio. È venuto il momento di decidere e dare tempi certi ai lavori. La nostra provincia ha atteso davvero troppo e la ripartenza della nostra economia ha la necessità di completare le infrastrutture strategiche essenziali”.
Attualità - 12 giugno 2015, 11:36
Il viceministro Olivero sull'Autostrada Asti-Cuneo: "L'opera va conclusa a tutti i costi"
Presa di posizione del viceministro dopo la provocazione lanciata dal presidente provinciale di Confindustria Biraghi
Il viceministro Andrea Olivero