Caramagna Piemonte rappresenta un unicum ambientale: almeno 1.500 giornate piemontesi di prato stabile.
Si tratta di terreni non arati o dissodati forse da sempre, in cui si pratica solo la concimazione e lo sfalcio, mantenendo le caratteristiche di naturalezza, A questi ora viene dedicato uno studio, affidato al dottore forestale Marco Allasia, che da qualche anno si è occupato anche del Bosco del Merlino, altra preziosità ambientale caramagnese.
L'obiettivo è quello di valorizzarli anche attraverso un progetto pilota da individuare con lo studio. Si inizierà realizzando un catasto georeferenziato dei prati stabili quale componente qualificante del paesaggio agrario. Ciò consentirà di realizzare delle carte relative a tutto il territorio comunale. Poi si avvierà un approfondimento con le aziende interessate, e ad uno studio sulla biodiversità. Si studieranno anche iniziative ed incentivi previsti da altre zone e regioni che già valorizzano questi patrimoni ambientali, per arrivare infine all'individuazione del progetto pilota.
"Abbiamo ricevuto un finanziamento attraverso la Regione Piemonte di fondi Fas per 25 mila euro da destinare allo studio" dice il sindaco Mario Riu. "Qualche anno fa ci siamo incontrati col prof. Andrea Cavallero dell'Università di Torino che aveva lanciato l'idea di produrre latte e formaggi da prato stabile. Con questo studio vogliamo verificarne la percorribilità. Già da qualche anno i comuni della zona di Agenda 21, con Carmagnola capofila, avevano avviato la richiesta di fondi con un Programma Territoriale Integrato che prevede alcuni importanti interventi, tra cui siamo riusciti ad inserire anche questa proposta. L'obiettivo è di dare una ulteriore prospettiva alle aziende caramagnesi, che le recenti misure comunitarie vincolano alla manutenzione dei prati stabili".