Egregio Direttore
le scrivo a titolo personale in quanto Vigile del Fuoco professionista in servizio presso il Comando Provinciale di Cuneo in merito all’articolo apparso sul vostro quotidiano online il 18 giugno 2015 dal titolo “Vigili del fuoco volontari sul piede di guerra: "Renzi vuole abolirci".
Premetto che gli amici volontari sono dei validi supporti e non inutili, soprattutto in tutte quelle zone della provincia difficilmente raggiungibili con tempi ragionevoli di soccorso e di stimare tutte le forme in cui una persona dedica il proprio tempo libero a beneficio della comunità.
In questo mio intervento non voglio rivendicare carenze, aumento stipendiali, assunzioni in modo corporale da parte di noi professionisti, ma di dare una corretta e appassionata visione a tutti i lettori soprattutto in questi periodi di difficoltà economica e lavorativa.
Parlare di minori costi è inteso nel senso di pagare la componente volontaria... volontariato a pagamento, qualcosa non quadra, solo per il tempo necessario della durata di un intervento tecnico di soccorso. La problematica principale è che per tutti gli interventi di soccorso o in caso di evento calamitoso, alluvione – terremoto ecc , ci vuole un'adeguata risposta immediata che solo un presidio h 24 garantito costantemente dai vigili del fuoco professionisti può garantire.
Problematica non da poco in quanto basta che un autista volontario abbia dei problemi lavorativi, famigliari o fisici dell’ ultimo minuto per non avere una partenza di soccorso disponibile.
Discutibile l’altra affermazione di operare allo stesso modo degli effettivi. Sicuramente i nostri colleghi hanno le stesse direttive e modi di intervenire su determinati interventi standard ma già la differente formazione, corsi di specializzazione ed esperienza lavorativa denotano una maggior preparazione e qualità di soccorso a favore di noi professionisti, pur essendo conscio e di conoscere persone valide nelle fila dei volontari.
Sul capitolo reclutamenti grava la medesima problematica delle assunzioni e di carenza personale, ma sono di dominio pubblico i tagli che i vari governi hanno operato in tutti i comparti dello stato.
Le difficoltà e la paura di chiudere o di essere dimenticati nasce da una proposta di TAGLIARE i compensi per gli interventi svolti mentre è già in atto per ogni aspirante volontario vigile del fuoco di farsi carico della visita medica di idoneità al servizio.
Un provvedimento che reputo giusto in quanto molti aspiranti volontari, fatta la visita medica magari per vari problemi o ripensamenti, non partecipavano ai corsi di formazione con uno spreco di soldi pubblici.
All’ affermazione "Il soccorso non viene garantito per mancanza di una squadra" posso dire che in diciotto anni di servizio permanente non mi è mai capitato di assistere a tale difficoltà per la disponibilità, la competenza dei miei colleghi ad operare in squadre minime o a colleghi che rientravano in servizio.
Preciso che molti colleghi permanenti svolgono soccorso e addestramenti senza retribuzione ricompensati con il metodo del recupero ore per mantenere alti gli standard di qualificazione.
Finisco le mie precisazioni indicando all’autore di tale articolo che, invece di generare tensioni interne alle due anime del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, dovrebbe sapere che sarei in prima fila, fianco a fianco, per lottare insieme alla componente volontaria per realizzare il sogno di vederli assunti con prove concorsuali snelle e risparmio di tanti soldi pubblici.
GIANMARIO LIBRIZZI
VIGILE DEL FUOCO PROFESSIONISTA