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Viabilità | 24 giugno 2015, 19:36

Autovelox: da Mondovì il caso che muterà il Codice della strada

Grazie a un caso avvenuto su un tratto della Torino-Savona, la Corte Costituzionale ha cassato come "illegittimo" un articolo del Codice della strada

Autovelox: da Mondovì il caso che muterà il Codice della strada

Come apprendiamo anche dall'Unione Monregalese gli automobilisti di tutta Italia da oggi potranno ringraziare Mondovì... o più precisamente un tratto della A6 (l'autostrada Torino - Savona) all'altezza della città, dove dieci anni fa era posto l’autovelox "incriminato".

La vicenda è iniziata con un ricorso contro una multa per eccesso di velocità finto con una sentenza che è stata considerata caso nazionale. A pronunciarsi la Corte Costituzionale, che ha cassato come “illegittimo” un articolo del Codice della strada: i velox devono essere periodicamente verificati e ritarati, altrimenti non sono affidabili.

Dieci anni fa un avvocato torinese, Massimo Tribolo, ricevette una multa per eccesso di velocità dopo aver percorso il tratto incriminato e ricorse al Giudice di pace per l’annullamento. Il ricorso venne respinto, ma l'avvocato non si arrese ed iniziò una lunga battaglia giudiziaria. Il ricorso  passò in Tribunale a Torino e poi in Cassazione: la Suprema Corte ha poi appunto riconosciuto che il ricorso avesse sollevato, riferendosi alla regolarità dei velox, un profilo di legittimità costituzionale degli apparecchi.

Nell’ultima versione del Codice della strada (decreto legislativo 285 del 1992), infatti, non si fa alcun riferimento a verifiche e tarature degli apparecchi che dovrebbero essere periodicamente controllati.

Con una sentenza emessa la scorsa settimana, la numero 113, la Corte costituzionale "dichiara l’illegittimità costituzionale dell’articolo 45 del Nuovo Codice della strada, nella parte in cui non prevede che tutte le apparecchiature impiegate nell’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalità e taratura".

Nella sentenza si legge: "Appare evidente che qualsiasi strumento di misura, specie se elettronico, è soggetto a variazioni delle sue caratteristiche dovute ad invecchiamento delle proprie componenti. L’esonero da verifiche periodiche, o successive ad eventi di manutenzione, appare irragionevole. I fenomeni di deterioramento possono pregiudicare non solo l’affidabilità delle apparecchiature, ma anche la fede pubblica che si ripone nella sicurezza stradale. Un controllo di conformità alle prescrizioni tecniche ha senso solo se esteso all’intero arco temporale di utilizzazione degli strumenti di misura".

Il Codice della Strada necessita quindi urgentemente di una modifica, che definisca tempi e modi di verifica sulle apparecchiature.  

l.m.

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