Curiosità - 06 luglio 2015, 19:44

Un braidese guiderà i collezionisti italiani di macchine da scrivere

Si tratta di Domenico Scarzello, dirigente di Bra Servizi

Pezzi da Museo? Sì, ma con la emme maiuscola. Da collezione? Anche, nel senso che ciascuna di esse è la memoria storica di più epoche di emancipazione professionale e delle tante persone che ci hanno lavorato assemblandola, utilizzandola, manutenendola.

Un tesoro del Made in Italy che ha conquistato e continua ad affascinare intenditori, professionisti e appassionati di tutto il mondo e che è ora preordinato da Domenico Scarzello, direttore commerciale presso la Bra Servizi dove ha fondato e dirige, in corso Monviso a Bra, il Museo della Scrittura meccanica. Il giovane manager è assurto infatti alla guida dell'associazione che, a livello italiano, riunisce i collezionisti delle macchine da scrivere, da calcolo e da ufficio d'epoca. Uno scrigno dove si trova racchiuso un importantissimo e pionieristico esempio di ingegno italiano, che dalla meccanica si è traslato verso la elettronica moderna e di ultima generazione, come Domenico ha sempre cercato di rimarcare nel corso delle proprie relazioni al pubblico, soprattutto di giovani.

Attività divulgative e di sensibilizzazione che dall'Italia si sviluppano ovunque, raggiungendo anche gli Usa patria della Silicon valley e dei guru del computer.

"Una responsabilità straordinaria e impegnativa - commenta Domenico - perché alle sempre numerose ed entusiaste delegazioni che si recano in visita a Bra e nei siti collezionistici delle macchine da scrivere e da calcolo d'epoca, il precetto numero uno che cerco di infondere è la necessità, anche per i giovanissimi, di partire dallo studio di un esemplare di scrittura meccanica per comprendere gli sviluppi che hanno condotto alla scrittura digitale e social dei tempi moderni.

Nulla deve essere dato per scontato, e non considerare il contributo fornito dalla macchina da scrivere allo sviluppo di una qualificata occupazione femminile di concetto e alla crescita delle successive tecnologie scritturali, significherebbe smarrire un pezzo fondante di Made in Italy che ha ancora tantissimo da dire a noi e ai nostri figli, oltre che ai creatori delle nuove tecnologie da ufficio".

r.g.