Calcio - 12 agosto 2015, 00:25

Calcio: il Torino vince il trofeo "Città di Mondovì" (Guarda la gallery)

Bagno di folla allo stadio comunale "Piero Gasco" per i granata, che, trascinati dalla verve dei nuovi acquisti, hanno sconfitto Virtus Mondovì Carassonese (2-0) e Bra (3-0) Nel derby tutto cuneese, successo di misura dei giallorossi (1-0). L'estremo difensore Daniele Padelli premiato con la "Torre Granata"

I capitani delle tre squadre mostrano con orgoglio i trofei ricevuti

Per un giorno Mondovì ha indossato lo smoking... granata. In un "Piero Gasco" gremito in ogni ordine di posto, il Torino di Giampiero Ventura ha sfidato Virtus Mondovì Carassonese e Bra nella terza edizione del triangolare estivo "Città di Mondovì", supportato dalla carica esplosiva dei suoi sostenitori: una sorta di "Curva Maratona" itinerante, capace di intonare un canto continuo, appassionato, traboccante d'amore, sfociato poi in un peana di vittoria al triplice fischio del direttore di gara.

I granata hanno infatti dominato la competizione, chiudendo al primo posto in classifica a punteggio pieno, tallonati da un ottimo Bra (3 punti) e dal fanalino di coda Virtus (0 punti, ma con buoni margini di miglioramento). Daniele Padelli (assente, a fare le sue veci c'era Giacomo Ferri, "vecchia" gloria torinista) ha ricevuto il premio "Torre Granata" da Claudia Forzano, leader del "Torino Club Mondovì"; un riconoscimento che in passato è stato assegnato a calciatori del calibro di Matteo Darmian (ora al Manchester United di Louis Van Gaal), Guillermo Rodríguez (attualmente svincolato) ed Emiliano Moretti.

Tra le fila del Toro, una menzione d'onore va sicuramente riconosciuta ai nuovi acquisti: sulle corsie esterne, Davide Zappacosta e Danilo Avelar hanno dimostrato di poter mettere al servizio della squadra tutta la loro qualità in fase di spinta e di ripiegamento, mentre a centrocampo Afriye Acquah, Daniele Baselli e soprattutto Joel Obi hanno lasciato intravedere sprazzi di grande calcio.

Fra i senatori dello spogliatoio, promossi a pieni voti capitan Kamil Jacek Glik e Maxi López, ma in generale l'intero organico ha fornito risposte soddisfacenti al proprio tecnico in vista del primo appuntamento cruciale della nuova stagione: domenica all'"Olimpico" arriva il Pescara di Massimo Oddo, per contendere ai granata l'accesso al quarto turno di Coppa Italia. Il club sabaudo desidera proseguire nella manifestazione nazionale, pungolato dall'esaltante incrocio proposto dal tabellone: in caso di approdo agli ottavi di finale, Fabio Quagliarella e compagni sfiderebbero i "cugini" della Juventus allo "Stadium". Un'occasione troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire.

Di seguito, la cronaca dei tre match da 45' ciascuno:

VIRTUS MONDOVÌ CARASSONESE - BRA 0-1 (10' Ferrario)

Ad aprire il pomeriggio di festa e pallone è il derby cuneese che pone di fronte i grigiorossi della Virtus Mondovì Carassonese, iscritti al campionato d'Eccellenza, e i giallorossi del Bra, militanti in serie D. La partita non regala troppi sussulti, con gli uomini di Massimo Gardano proiettati costantemente nella metà campo avversaria e i ragazzi di Riccardo Botta asserragliati in difesa e pronti a colpire in ripartenza. Al 10' un guizzo del bomber Carlo Emanuele Ferrario porta in vantaggio gli ospiti: il suo diagonale risulta essere imparabile per Francesco Cera e fissa il punteggio sullo 0-1. Uno 0-1 che perdurerà sino al 45', senza che i padroni di casa, pur difendendosi con ordine e abbozzando qualche geometria in avanti, riescano a impensierire i propri avversari, escluso un tiro-cross al 13' che ha scheggiato la traversa, facendo correre i brividi lungo la schiena all'estremo difensore braidese.

VIRTUS MONDOVÌ CARASSONESE - TORINO 0-2 (11' Zappacosta, 13' Amauri)

Nella seconda gara del triangolare, il Torino delle seconde linee si sbarazza in scioltezza dei rivali della Virtus Mondovì Carassonese, chiudendo la pratica in appena 13 minuti: in seguito a un avvio di partita scoppiettante, con una sequela infinita di occasioni in favore dei granata, all'11' ci pensa l'ex orobico Davide Zappacosta ad aprire le marcature, con una discesa inarrestabile sulla corsia di destra culminata in un diagonale potente e preciso sul secondo palo. Nulla da fare per il giovane portiere Federico Marengo, che 120" dopo subisce il raddoppio: azione insistita di Amauri che entra in area di rigore, vince due rimpalli, si presenta a tu per tu con lo stesso Marengo e lo fredda da pochi passi dopo averlo saltato. 0-2 e partita praticamente finita, utile soltanto a mettere minuti nelle gambe e ad affinare l'intesa fra "vecchi" e "nuovi". Sugli scudi il nigeriano Joel Obi e il già citato Zappacosta; bene anche Cristian Molinaro sulla catena di sinistra. In mediana si rivede Alen Stevanović: buona performance, ma Marco Benassi (aggregato all'Under 21 di Luigi "Gigi" Di Biagio) sembra di un altro spessore. In casa Virtus, soddisfazione per la prova fornita dal reparto arretrato, che ha retto all'onda d'urto granata, limitando i danni e ricevendo gli applausi dei suoi tifosi. Curiosità: al 40' Marengo ha arrestato un'incursione di Josef Alexander Martínez toccando il pallone con le mani nettamente al di fuori della propria area di rigore e franando addosso all'attaccante. L'arbitro ha decretato un semplice calcio di punizione poi fallito da Cesare Bovo, senza ricorrere ad alcun tipo di provvedimento disciplinare ai danni dell'estremo difensore classe 1993.

BRA - TORINO 0-3 (12'rig. Maxi López, 16' Glik, 42' Maxi López)

A contendersi il trofeo sono dunque Bra e Torino, entrambi a quota 3 punti dopo i rispettivi successi contro la Virtus Mondovì. I primi cinque minuti dell'incontro sono caratterizzati da una moltitudine di duelli muscolari a centrocampo, con le due squadre che effettuano un copioso utilizzo del "giro palla" difensivo, nel tentativo di prendere le misure agli avversari. Al 6' Quagliarella calcia alto da posizione defilata in area di rigore, un minuto dopo è il portiere uruguaiano Salvador Ichazo a intervenire in presa alta, impedendo ai centravanti giallorossi di deviare di testa un ottimo cross proveniente dall'out di destra. All'8' Quagliarella viene murato da un prodigioso Vincent Guedj Diouf in seguito a un dialogo nello stretto con il suo compagno di reparto Maxi López. Al 10' il Torino coglie una traversa sugli sviluppi di un calcio d'angolo: è il preludio al goal, che giunge due minuti più tardi in seguito a una trattenuta piuttosto vistosa ai danni di Glik in area di rigore (maglia strappata sulla spalla). Dagli undici metri Maxi López non perdona: spiazza Diouf e regala al Torino il momentaneo 0-1. Al 15' l'estremo difensore braidese si supera nuovamente, dicendo ancora una volta di "no" a Quagliarella, ma 60" dopo è costretto a capitolare sulla girata ravvicinata di Kamil Glik, servito con il contagiri da Nikola Maksimović. La partita scorre vivace, con occasioni a ripetizione per il Torino, che tuttavia difetta di precisione sotto rete. Un esempio? Al 35' Quagliarella, solo davanti al portiere, incespica clamorosamente sul pallone e fallisce il colpo del ko, che giungerà al 42': Bruno Peres si inventa uno slalom di 50 metri degno del miglior Alberto Tomba e imbecca con mirabile efficacia Maxi López, che calcia addosso a Diouf, vince il rimpallo e deposita indisturbato in fondo al sacco. L'ultimo sussulto della gara arriva a tempo scaduto, quando Quagliarella tenta una conclusione a giro sul primo palo, disinnescata da un attentissimo Diouf. Finisce 0-3: è apoteosi granata, con i giocatori acclamati a gran voce dai propri tifosi. Capitan Glik ritira la coppa destinata alla squadra vincitrice e il pubblico impazzisce di gioia, nella speranza che a maggio 2016, quando si concluderanno tutte le competizioni nazionali, la bacheca torinista possa arricchirsi di nuovi, prestigiosi trofei.

 

Alessandro Nidi