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Attualità | 29 settembre 2015, 14:57

Tra burocrazia e furbetti, il "Caso Battaglino" fa il giro dei network nazionali

Pensionato multato di oltre 19 mila euro per aver chiesto a degli amici di aiutarlo nella vendemmia. Ma il caso fa discutere e in molti si chiedono se un ettarro di terreno, può considerarsi piccolo

Il paese di Castellinaldo d'Alba

Il paese di Castellinaldo d'Alba

Se fosse una canzone, si intitolerebbe: “Eravamo quattro amici in vigna” e racconterebbe quando è accaduto a Castellinaldo d’Alba, piccolo comune nelle colline del Roero, dove il numero dei vigneti supera di gran lunga quello dei residenti. Un uomo, è stato multato dall’ispettorato del lavoro, per aver coinvolto i suoi amici nella vendemmia del suo podere, per poi ricompensarli con una cena.

Una “scampagnata” che si è però conclusa con una multa di oltre 19mila euro.

La super multa contro il lavoro nero, inflitta ad un pensionato, reo solo di aver coinvolto i suoi amici nella vendemmia, ha fatto il giro dei giornali e delle televisioni nazionali. Insomma un classico esempio di soffocante burocrazia , poca flessibilità da parte di imperturbabili funzionari statali e rappresentanti delle forze dell’ordine, fin troppo ligi al dovere.

Il tutto condito con la frase giusta al momento giusto, detta dal pensionato – agricoltore Battista Battaglino: “Non ho i soldi per pagare una simile multa. La burocrazia ci soffoca, va a finire che abbandonerò le vigne, perché non merita lavorare tanto per poi avere questi risultati”. E mentre il sindaco di Castellinaldo d’Alba, Giovanni Molino difende Battaglino a spada tratta, come ha giustamente fatto la compagna di Battaglino, Ada Bensa, anche lei vendemmiatrice per caso e per amicizia. Sindacalista Cgil, è lei che ha scritto la lettera a “Specchio dei Tempi” de La Stampa, per rendere pubblica la vicenda e la sua indignazione e così la polemica su questo caso sale e la divisione tra i pro ed i contro si fa sempre più netta.

E sì perché se fosse una canzone, come abbiamo detto all’inizio, allora oltre ad un lato A, il Cd, deve per forza avere un lato B, ed è un lato che vede la questione da un altro punto di vista. Fermo restando che è innegabile che la burocrazia blocca lo sviluppo del nostro Paese, qualche cosa nel “caso Battaglino” sembra non tornare, tant’è che pare che il controllo dell’ispettorato del lavoro sia stato, per così dire, “stimolato”.

Controlli che comunque, come è giusto che sia, sono stati intensificati in questi ultimi mesi. Quello che non torna – e in molti lo hanno segnalato alle associazioni di categoria -, sarebbe innanzi tutto l’estensione del pezzo di terreno di Battista Battaglino: un ettaro di vigna (ossia l'equivalente di 130 quintali di uva) nelle colline del Rero, con vitigni di uva certificata, è – dal punto di vista economico ma anche lavorativo – un bell’impegno.

Difficilmente è possibile vendemmiare un appezzamento di terreno simile da soli, senza aiuti. E questi aiuti non possono essere identificati in quattro amici, anche perché quel terreno rientra di diritto nella categoria considerata “attività economica”.

E questo al di là del fatto se il vino che risulta da quella vendemmia viene commercializzato o bevuto in casa da un pensionato che, ed è il caso di Battaglino, è iscritto all’associazione di categoria della Coldiretti, non come primo lavoro. Per meglio dire, fare l'agricoltore è per Battaglino una seconda attività, visto che, pare che la sua prima occupazione sia quella di carrozziere.

Pesa su questa considerazione, anche il fatto che Battaglino lavori, forse anche solo a tempo perso come pensionato, in una carrozzeria e che, guarda caso, tra i quattro amici c’era anche un dipendente della stessa carrozzeria che, evidentemente, lo scorso mercoledì si è preso un giorno di pausa per fare una scampagnata con gli amici nelle vigne di Battaglino.

Come sempre, in una questione così delicata, non è facile capire fino in fondo se, magari senza volerlo, si è sconfinati nell’illecito. Domani, mercoledì 30 settembre Battaglino dovrà recarsi all’ispettorato del lavoro per il verbale. Vedremo.

Speriamo che il buon senso prevalga ma speriamo anche che i furbetti che tentano di non rispettare le regole – e non ci riferiamo al caso di Battaglino, sia chiaro – siano sanzionati, come prevede la legge ed il senso di giustizia di chi lavora in maniera corretta.  

NaMur

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