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Saluzzese | 29 settembre 2015, 18:48

"Tracce" locali e progetti internazionali alla conviviale Rotary Saluzzo

Il giornalista Rai Alberto Gedda ha presentato il suo libro "Tracce", una visita insolita di Saluzzo. Ospite alla conviviale il presidente del Rotary di Asuncion in Paraguay e la studentessa messicana del progetto Scambio Giovani

Paolo Francese, Alberto Gedda e Giorgio Lusso

Paolo Francese, Alberto Gedda e Giorgio Lusso

Glocal: locale e globale, la conviviale Rotary Saluzzo all’Interno Due, condotta su questo doppio filo, con agilità, dal presidente Paolo Francese. Uno sguardo alla storia di casa suggerito da “Tracce”, il  nuovo libro  del giornalista saluzzese Alberto Gedda e l’altro ai progetti  internazionali, in cui il club  è impegnato.

Nutrita partecipazione alla serata, soci e ospiti locali, soci e ospiti internazionali: da Giuseppe Orlando presidente del Rotary di Asunciòn, il club  più antico del Paraguay a Federico Badini Confalonieri, il trait-d’union come presidente della "Tesape onlus" per  il progetto di solidarietà in cui il club saluzzese, con il Rotary Foundation, è coinvolto per dare abitazione e possibilità di studio a ragazze di strada del paese in questione.

Al tavolo degli ospiti, anche la giovane Denise, studentessa messicana, a Saluzzo per il progetto "Scambio giovani" che il sodalizio  promuove,  per far vivere ogni anno  un’esperienza di studio e di vita in paesi diversi dal loro,  a 8 mila giovani nel mondo. Denise, frequenta da inizio anno scolastico,  la V liceo linguistico del Soleri Bertoni, mentre la coetanea saluzzese Cristina Coero Borga,  dello stesso istituto, selezionata , dal club locale,  è volata a Vancouvert in Canada, per analogo percorso.

E’ un libro "dedica" a Saluzzo, quello di Alberto Gedda, classe 1954, autore di programmi televisivi e radiofonici, redattore del Tg 3 Piemonte e del tg scientifico "Leonardo" oltre che "fotografo di tradizione e qualità" come ha detto il presidente Paolo Francese che lo ha presentato. "Il libro suggerisce visite insolite a Saluzzo  con il naso all’insù attraverso "tracce" cristallizzate in foto, scelte e impaginate, per  provare a guardare oltre e  a cercare, su case e  muri, i  segni appassiti dalla storia"  

“Tracce” edito da Paolo  Fusta editore, tradotto in inglese e francese, immaginato proprio come una guida, è un libro pensato guardando i muri di Saluzzo, suggerito  dal gioco fatto dall’autore con i nipotini, andando in giro per la città.

Quella è una macchia nera di umidità  sulla facciata? No! guardatela bene. “Quella è una Madonna nera. E’  in via Gualtieri angolo, via san Nicola,  quasi nessuno la conosce –racconta Gedda -  ma con l’ ausilio del teleobiettivo 300 della Nikon, la vedi”.  In giro con la macchina fotografica, a zonzo per strade e piazze, ma anche indirizzato da piste culturali inedite. Come quella di Marco Piccat che firma la prefazione. Lo studioso di Filologia e Linguistica romanza ha raccontato a Gedda la storia di via Maghelona, dedicata alla storia della bella Maghelona “figlia del re Napoli alla quale faceva il filo un gran bel cavaliere: Pietro di Provenza”.

La vicenda era narrata  dagli affreschi  della casa a fianco del vecchio episcopio: l’abitazione, che in un tomo del Muletti sulla Storia di Saluzzo, risultava in proprietà ad uno scellerato” che  aveva aperto  finestre in facciata su cui, negli anni, vari allacciamenti hanno infierito ulteriormente, rendendola illeggibile. 

Nel libro, ha continuato il giornalista, anche due foto di interno: la danza macabra che si trova nel santuario della Consolata, oggetto di uno studio inglese  e  la Madonna del latte, dietro il pulpito di San Giovanni, il più antico affresco del Piemonte, secondo informazioni raccolte.

Per “Tracce” corredata di itinerari, sono state fotografate più di 200 “tracce”  tra affreschi, insegne di negozi scomparsi, meridiane, particolari di portali lignei  o di abitazioni,  stemmi araldici, ex voto.  La galleria di scatti è stata selezionata da Giorgio Lusso, che ha scelto di lasciarli naturali ed evocativi “immagini  come apparizioni, tracce di memoria  che invitano a preservarli, a scoprire curiosità inedite, a lasciarsi interrogare da segni che sono come indovinelli".

Le immagini sono collegate graficamente al punto in cui si trova il particolare. Come foto finale, una foto di  Saluzzo d'antan firmata Nino Gedda, padre dell’autore, grande fotografo saluzzese scomparso, che ha lasciato un prezioso patrimonio di scatti della città. 

 

Vilma Brignone

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