Monregalese - 12 ottobre 2015, 19:36

Come fermare gli incendi boschivi? Un'esercitazione pratica nel parco del Marguareis

L’assessore regionale Valmaggia: “I risultati positivi ottenuti sono merito dei tanti volontari che costituiscono il cuore del sistema”

Nello scorso fine settimana si è svolto, in provincia di Cuneo, un doppio appuntamento riguardante le nozioni teoriche e l’applicazione concreta del nuovo Piano del Piemonte in materia di pianificazione, prevenzione diretta, lotta attiva e accordi interregionali per il contrasto agli incendi boschivi. L’iniziativa è stata organizzata dal Settore Protezione Civile e Sistema Antincendi Boschivi della Regione, insieme al Corpo Forestale dello Stato e al Corpo Volontari Antincendi Boschivi (Aib) del Piemonte.

Il Centro di Formazione di Ceva del Corpo Forestale dello Stato, nella Caserma Galliano, ha ospitato il convegno sul tema al quale hanno partecipato i tecnici e gli esperti del settore. Obiettivo? Confrontarsi sulle nuove strategie da attuare in un periodo in cui le risorse disponibili si sono ridotte. In che modo?

Razionalizzando e ottimizzando le forze in campo attraverso la collaborazione e la promozione di forme di intervento più strutturate. Proprio in quest’ottica, una parte dell’incontro è stata dedicata alle procedure che vengono messe in atto dalle regioni Piemonte e Liguria  per il reciproco supporto in caso di emergenze. Il giorno dopo la parte teorica si è concretizzata nell’esercitazione pratica “La Granda 2015-Volontari Aib per il territorio”, attraverso il primo esempio concreto di applicazione del nuovo Piano regionale e delle nuove procedure interregionali Piemonte/Liguria. I cantieri di intervento, ai quali hanno partecipato oltre 150 volontari, si sono svolti nel Parco Marguareis di Chiusa Pesio e a Mombasiglio. Quattro gli scenari individuati: la simulazione di lotta attiva e di bonifica degli incendi impiegando linee di acqua ad alta pressione e gli schiumogeni; la sistemazione e la messa in sicurezza di una vasca per il prelievo dell’acqua con l’elicottero; la creazione di una zona di prelievo dell’acqua per l’elicottero direttamente nel torrente Bormida e la manutenzione di una pista forestale da usare sia come taglia fuoco che per il transito dei mezzi.

“Per la prima volta dopo l’adozione del Piano - ha spiegato l’assessore regionale alla Protezione Civile, Alberto Valmaggia - sono stati aperti dei cantieri pratici per testare la validità degli interventi di prevenzione, di spegnimento del fuoco e di manutenzione del territorio boschivo potenzialmente soggetto agli incendi. Le esercitazioni sono sempre più importanti per affrontare le eventuali emergenze. Anche questa volta è stata una nuova occasione per ricordare che il vero merito dei risultati positivi registrati, anno dopo anno, va ai tanti volontari, i quali, con passione e competenza, costituiscono il cuore del sistema”.

In Piemonte il Corpo Antincendi Boschivi, guidato dall’ispettore generale Sergio Pirone, è costituito da 242 squadre, con 3986 volontari effettivi e 1767 di supporto, che hanno a disposizione 485 mezzi.   

cs