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Monregalese | 08 novembre 2015, 19:08

Ceva-America, andata e ritorno: una scuola di vita per riscoprire la propria italianità (Guarda la gallery)

Presentato sabato 7 novembre al teatro "Carlo Marenco" il libro del giornalista Raffaele Sasso, imperniato sulle esperienze a stelle e strisce di nove studenti dell'istituto "Baruffi" di Ceva

Ceva-America, andata e ritorno: una scuola di vita per riscoprire la propria italianità (Guarda la gallery)

Il focolare domestico è il luogo in cui l'uomo annienta le proprie paure, le proprie incertezze; è l'emblema della sicurezza per antonomasia, ripreso con assiduità da letterati del calibro di Giovanni Pascoli e Giuseppe Ungaretti, che ne hanno fatto una delle tematiche centrali delle loro odi sempiterne. Che cosa accadrebbe se per un anno intero dovessimo abbandonarlo per recarci oltreoceano, in una città a noi sconosciuta, senza poter contare sull'appoggio dei nostri cari?

L'interrogativo, più che mai lecito, è stato oggetto di discussione sabato 7 novembre presso il teatro "Carlo Marenco" di Ceva, dove ha avuto luogo la presentazione del libro del giornalista Raffaele Sasso "Ceva-America, una scuola per la vita". Un incontro a cui hanno partecipato le più alte cariche provinciali, tra cui il prefetto e il questore di Cuneo, Giovanni Russo e Giovanni Pepè, il presidente di Unioncamere Piemonte Ferruccio Dardanello, il Viceministro della Giustizia Enrico Costa e il consigliere provinciale Rocco Pulitanò, insieme a numerose autorità militari.

Ma, soprattutto, erano presenti i veri protagonisti delle storie narrate nel manoscritto edito da "Araba Fenice": Alice Donghi, Marco Bozzolo, Martino Picco, Marta Gaudino, Chiara Franco, Francesca Longo, Samuele Di Murro, Giulia Obbia e Simona Amerio. Loro sono i 9 studenti dell'istituto cebano "Baruffi" che, dal 2005 ad oggi, hanno vinto la possibilità di effettuare dodici mesi di studi negli Stati Uniti d'America, grazie ad un'iniziativa promossa dal Banco Azzoaglio con la collaborazione dell'associazione "Intercultura".

In questi mesi, sta affrontando la loro stessa esperienza Sara Tamburello, per l'occasione in collegamento Skype da Monroe (North Carolina), mentre a fine novembre scadrà il bando per l'individuazione dell'undicesimo allievo che nel 2016 avrà l'opportunità di sorvolare l'Atlantico per approdare negli USA.

Le testimonianze, attraversate da un velo di commozione, hanno portato alla luce tematiche mai banali e troppo spesso sottovalutate ai giorni nostri, come l'essere diventati adulti in poco tempo, l'aver conosciuto altri popoli, l'aver imparato a comunicare in un altro idioma, l'aver scoperto di possedere due famiglie. L'elemento che accomuna tutte queste avventure, però, è individuabile in un'affermazione riportata all'interno del libro: "Ho imparato ad apprezzare il mio essere italiana". Questi ragazzi hanno ritrovato la propria italianità, che entro i confini nazionali pareva sepolta sotto cumuli di amenità, alimentando il proprio senso di appartenenza alla terra natia.

Sono tantissimi i ricordi che si sono accavallati nelle menti di questi giovani "baruffini": dalla traversata dell'America coast to coast a bordo di un camper che trasportava 8 persone alle amicizie inaspettate, passando per i sogni realizzati o comunque avvicinati. Una sequela di racconti meravigliosi, in cui sono emerse anche le difficoltà, i risvolti meno positivi di queste esperienze vissute in landa americana, come il disaccordo con alcune famiglie ospitanti e determinate situazioni di solitudine. 

Tutti i vincitori, tuttavia, hanno ribadito a chiare lettere di essere felici di aver avuto questa chance, resa possibile, come asserito in precedenza, dal Banco Azzoaglio, rappresentato dal suo amministratore delegato, Francesco Azzoaglio: "Le autorità intervenute quest'oggi - ha dichiarato - qualificano il livello di quest'iniziativa, resa possibile dall'opera di Raffaele Sasso, il quale ha fatto in modo che non si disperdesse un patrimonio di emozioni. Il progetto in questi anni ha avuto una continuità ininterrotta, senza sprazzi di sporadicità. Cosa spinge i nostri giovani a recarsi in America come fecero i nostri avi? Una necessità dello spirito di conoscenza".

Sostanzialmente concorde il dirigente scolastico Antonella Germini, che sottolinea come "la nostra sia una piccola scuola in un piccolo paese, ma la lungimiranza avuta 10 anni fa è stata davvero illuminante. Ci piace accettare le sfide, se non ce ne sono le creiamo noi. Il nostro obiettivo è quello di donare ai nostri alunni delle opportunità per il loro futuro".

Un futuro sul quale bisogna investire, come hanno affermato Ferruccio Dardanello e il prefetto Giovanni Russo: il primo ha rimarcato "la bellezza senza eguali della nostra terra. A casa nostra c'è un'impresa ogni 5-6 abitanti e i nostri imprenditori sono disseminati in ogni angolo del mondo, ma la loro volontà è di fare presto ritorno nel luogo che ha fornito loro le basi per il successo", mentre il secondo ha evidenziato come i giovani costituiscano una risorsa "e sulle risorse occorre investire: il Banco Azzoaglio lo fa. Dobbiamo credere nella scuola e far comprendere ai nostri ragazzi che la società odierna è complessa, selettiva ed estremamente competitiva".

Enrico Costa, viceministro della Giustizia, è intervenuto per esternare ai presenti la propria "approvazione nei confronti di quest'idea, con il libro di Raffaele Sasso che lega in modo organico queste esperienze, fornendo un'immagine proiettata verso l'avvenire. Mi è inoltre piaciuta la grande maturità di questi studenti, i quali hanno saputo aprirsi al mondo esterno. L'auspicio è che questa non sia un'iniziativa isolata".

In seguito alle parole del sindaco di Ceva Alfredo Vizio ("Ceva è una realtà piccola, ma questo progetto dimostra una volta di più come l'eccellenza non sia necessariamente correlata ai grandi numeri") e del rappresentante dell'associazione "Intercultura" Guido Bracco ("Le istituzioni scolastiche, accettando ibridazioni di questo tipo, sono una componente fondamentale per tutti noi"), è giunta la chiosa della docente Luciana Mondino: "Esperienze del genere trasmettono ai ragazzi l'importanza non solo del sapere, ma anche del saper essere, osservando il mondo da un'altra prospettiva".

L'evento si è concluso con un lungo applauso dedicato ai giovani protagonisti di queste avventure a stelle e strisce, nel corso delle quali hanno sfidato l'ignoto per conoscere se stessi, nel solco dell'eredità classica lasciataci dagli antichi Greci, che avevano inciso sul frontone del tempio dell'oracolo del dio Apollo a Delfi una massima quanto mai attuale, che recitava: "Γνῶθι σεαυτόν", "conosci te stesso". Esattamente ciò che hanno fatto (e stanno ancora facendo) questi 10 allievi: scavare nella propria intimità per rapportarsi con il proprio ego, fortificando così le proprie convinzioni e sentendosi pronti ad affrontare qualsiasi cosa. Anche un soggiorno di un anno negli Stati Uniti d'America, senza interpretarlo come un'iperbole del cosmopolitismo. 

 

Alessandro Nidi

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