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Eventi | 17 novembre 2015, 12:35

Assegnati i premi "folle d'oro" "folle d'autore" e "folle d'artista" al termine di un effervescente autunno teatrale

Le premiazioni si sono tenute venerdì sera e domenica mattina nella suggestiva cornice dei battuti bianchi

Foto Attilio Mancino

Foto Attilio Mancino

Weekend conclusivo per la prima fase delle proposte dell’associazione corte dei folli per questo 2015/2016.

Venerdì sera si è tenuta la premiazione della prima edizione del premio “folle d’autore”. Tre gli spettacoli finalisti che sono andati in scena venerdì sera. La giuria, composta da Luca Nicolaj, Cristina Viglietta, Agnese Fissore, Walter Lamberti, Laura Novellini, Enzo Brasolin e Andrea Castelletti ha assegnato il primo posto a Fabio Pisano con “oltre la striscia” premiato perché “intenso, incalzante e ricco di colpi di scena. Il testo, scritto con indubbia capacità, cattura lo spettatore catapultandolo in una storia tristemente reale e dura.”

Al secondo posto si è classificata Valeria Canchero con “X”. Secondo la giuria “l’autrice affronta con ironia e intelligenza il tema dell’incomunicabilità in una società che privilegia l’apparire all’essere. Testo molto originale e brillante”.

Terzo classificato Marco Balma con “Sala d’aspetto” per la “scrittura scorrevole di un testo al contempo divertente e commovente. L’autore ha ben delineato le personalità dei due protagonisti rendendoli simili nella diversità caratteriale intrecciando le loro vite in modo delicato ed accattivante”.

Domenica mattina, invece, è stata l’occasione per premiare i vincitori del premio “folle d’artista” riservato agli autori delle migliori locandine originali e per assegnare il tanto atteso premio “folle d’oro”.

Per folle d’artista, come annunciato, il primo classificato, votato da una giuria composta da Cristina Viglietta, Marco Barberis, Guillermo Vincenti, Selene Demaria e Rossella Ravera, è “diluvio… in attesa” di Martina Rocchi per la compagnia “quelli che il teatro” di Piana Battola (SP) perché “l’impatto visuale dell’illustrazione viene accentuato dal gioco chiaroscurale dei colori. I caratteri utilizzati sono ben leggibili, originali, creativi. L’immagine comunica sia il concetto del diluvio che dell’attesa in modo nuovo, accattivante e non scontato".

Al secondo posto si è piazzato Sebastiano Boschiero per la locandina di “troiane” della compagnia "arte povera" di Mogliano Veneto (TV) di cui “la rivitazione grafica in chiave moderna di un’opera classica con un’immagine di forte impatto risulta molto pertinente. La combinazione tra immagine e lettering rispecchia la fragilità e la manipolazione dell’essere femminile. Il risultato è una composizione essenziale ed incisiva”.

Al terzo posto Andrea Gitto, con “l’anatra all’arancia” della compagnia dietro le quinte di Milazzo (ME) perché “la chiarezza delle immagini assemblate rispecchia perfettamente il genere brillante dello spettacolo. Molto apprezzate le elaborazioni grafiche delle fotografie. Le informazioni relative alla messa in scena sono posizionate in modo armonico all’interno della composizione”.

Il premio folle d’oro è invece stato doppio, un premio è stato assegnato da una giuria tecnica composta da Manlio Pagliero, Carlo Turco, Laura Novellini, Lino Grasso, Laura Dellavalle, Riccardo Oitana, Paul Flint, Cecilia Di Marco e Marina Morra  e un secondo premio è invece stato assegnato da una giuria composta da 40 giovani delle scuole superiori fossanesi che hanno aderito ad un progetto che li ha portati a teatro e a vestire i panni del giurato.

Il premio miglior spettacolo per la giuria tecnica è stato assegnato a “l’ultima vittoria” della compagnia “cattivi di cuore” di Imperia “spettacolo intenso ed impegnativo che, grazie alla bravura delle due attrici in scena, ha suscitato nel pubblico emozioni forti e contrastanti lasciando allo spettatore il compito di riflettere sugli interrogativi proposti. L’abile regia ha utilizzato sapientemente immagini, luci e musiche per trasmettere in modo efficace la molteplicità delle tematiche affrontate dal testo

Miglior attore Gigi Mardegan per il suo Ugo in “mato de guera” perché “con un’interpretazione intensa, coinvolgente, a tratti disperata e disperante, a tratti amaramente ironica, ha saputo incarnare il personaggio del mato regalando agli spettatori una straordinaria lezione di storia vissuta".

Alice di “l’ultima vittoria” ha valso a Giorgia Brusco il premio quale miglior attice per “una prova intensa che ha ben delineato la complessa personalità del personaggio. Al contempo commovente, ambigua, tragica e fredda l’attrice ha saputo trasmettere forti e contrastanti emozioni dimostrando indubbie capacità espressive".

Miglior attore non protagonista è Felice Avella, nella parte di Oreste Campese di “l’arte della commedia”. “Grazie ad una interpretazione efficace, misurata, convincente e diretta ha reso estremamente credibile e vero il ruolo affidatogli”.

La migliore attrice non protagonista è Anna Maria Fusco Girard, nella parte della maestra di “l’arte della commedia” “buona e convincente interpretazione, frutto di un grande lavoro attoriale. L’attrice ha espresso con sensibilità le sfaccettature del personaggio”.

Due registi ex aequo si sono divisi il premio per la migliore regia: Marcello Andria per “l’arte della commedia” “per aver amalgamato e diretto in maniera efficace i personaggi eduardiani diversi tra di loro e perennemente in bilico tra finzione e realtà. In ugual misura ha connotato lo spettacolo con un utilizzo dello spazio scenico innovativo ed originale nel rispetto della classicità dell’opera” e Gino Brusco per “l’ultima vittoria”, “lavoro originale e curato che ha valorizzato un testo estremamente ricco che mette in rilievo la complessità dell’essere umano. Il regista ha saputo esaltare le capacità interpretative delle due protagoniste.”

Il premio per il miglior allestimento è andato a “mato de guera” per i “pochi, essenziali, versatili elementi di impatto violento su una scena che ricrea lo spazio dei ricordi e si fa luogo sofferto della memoria".

È di altro avviso la giuria giovani che assegna a “Oh Dio mio” della compagnia teatro C.L.A.E.T. di Ancona, il premio per il miglior spettacolo per “il testo, brillante e quanto mai attuale portato in scena in modo dinamico e con bravura dai due attori protagonisti che hanno saputo catturare l’attenzione del pubblico sia nella parte iniziale più leggera, sia nella parte più biblica della vicenda. Ottimo l’allestimento, essenziale nella struttura ed originale nei piccoli particolari".

Concordano con la giuria tecnica, invece, nell’assegnare all’Ugo di Gigi Mardegan di “mato de guera” il premio per il miglior interprete maschile “pur nell’oggettiva difficoltà di comprensione del testo, dovuta all’uso del dialetto, il pubblico è stato catturato dalla bravura dell’attore in scena che ha saputo comunicare e farsi comprendere in pieno con naturalezza e spontaneità. Ha coinvolto gli spettatori con una non comune preparazione attoriale in un turbinio di emozioni che gli hanno consentito di rendere reale la finzione del teatro".

Giudizio diverso rispetto alla giuria tecnica per la migliore interprete femminile, assegnato dai giovani ad Alice Saracco per la sua interpretazione di Jeanne in “controtempo”. Secondo i giurati “la giovane attrice ha dimostrato una notevole capacità interpretativa trasmettendo in pieno tutti gli stati d’animo dettati dal testo. Ha reso semplice l’immedesimazione del pubblico nelle varie sfaccettature del personaggio e, con ottimi tempi teatrali ha retto con bravura la difficile parte prevista dal copione.”

Agata Pagani

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