Traccia i contorni quasi assurdi di una Granda "monca" dal punto di vista dell'offerta televisiva la vera e propria marea di commenti che ha originato, sulla pagina facebook del nostro giornale, la pubblicazione della segnalazione di una nostra lettrice di Cuneo in merito ai disagi affrontati negli ultimi giorni nel guardare alcuni canali tv.
Sembra che l'oscuramento delle grandi reti nazionali (Rai, Mediaset e La7) colpisca indistintamente l'intera provincia fin dai primi giorni del passaggio al digitale terrestre: se nel 2012 si potevano accettare disagi di sorta, essendo quella del decoder una tecnologia di nuova introduzione, a distanza di più di 3 anni la questione sembra essere diventata particolarmente grave. E, apparentemente, irrisolvibile.
Molti dei commenti riportati al di sotto del nostro articolo segnalano che a essere particolarmente "colpite" sono le ore serali della giornata, proprio quelle, insomma, in cui la "famiglia media" si riunisce non solo per mangiare in santa pace ma in prospettiva anche per aggiornarsi in merito a ciò che è successo nel mondo nelle ore precedenti.
Diversi altre posizioni, ma c'era da aspettarselo, si schierano duramente contro il famigerato Canone RAI, sempre più (nell'ottica comune) fardello ingiusticato che balzello dovuto allo scopo di ricevere un servizio reale.
La notizia che ha aperto il dibattito è arrivata (purtroppo bisogna ricordarlo) nel corso dell'ultimo weekend, quasi in contemporanea con la triste notizia della chiusura dello storico telegiornale di TeleGranda; i due elementi congiunti rischiano di ridurre ai minimi termini l'utilizzo della televisione da parte dei cuneesi... cosa che potrebbe non essere del tutto un male, non fosse che (volenti o nolenti, dobbiamo riconoscerlo) la televisione è e rimane ancora uno degli strumenti di informazione e intrattenimento più diffusi.
E di informazione (ma anche di intrattenimento!) ne abbiamo bisogno più che mai, ora come ora.