Politica - 30 novembre 2015, 17:06

Terremoto nell'amministrazione di Caramagna Piemonte: si dimettono tutti i consiglieri di minoranza

Il Consiglio resta comunque in carica. Si procederà con la surroga. Ricordiamo che il sindaco Riu è malato e da qualche mese non sta più svolgendo le funzioni di primo cittadino

Dimissioni in blocco per il Gruppo di Minoranza del consiglio comunale di Caramagna Piemonte. Lo hanno annunciato con una lettera i rappresentanti del Gruppo Liberi e Indipendenti Emanuel Sebastiano, Rosso Anna, Camisassa Giovanni e Tellini Andrea.

A partire da oggi non sono più consiglieri comunali. Il regolamento vuole che un consiglio comunale decada nel caso di dimissioni in blocco della metà dei consiglieri più uno. In questo caso, quindi, non essendosi presentata questa evenienza, il consiglio resta in carica. Entro 10 giorni verrà convocato il Consiglio, che provvederà alla surroga dei 4 dimissionari.

"Le motivazioni che ci hanno spinto a tale decisione, sono da trovarsi nel nostro non più riconoscersi con i Colleghi della Maggioranza costituenti la Giunta e nel Loro modo di aver trattato e continuare a trattare, sia la triste vicenda legata allo stato di salute del nostro Amico Signor Mario Riu, sia nelle modalità di totale assenza di coinvolgimento nella conduzione della Res Pubblica Locale degli scriventi e sottoscrittori di detto documento", scrivono.

La situazione è piuttosto complicata nel comune di Caramagna: Mario Riu, l'amatissimo sindaco del paese al confine con la provincia di Torino, è malato e da ormai qualche mese non può più svolgere la sua funzione istituzionale.

Sta facendone le veci il vicesindaco Maria Coppola che, raggiunta al telefono, ci ha detto: "E' una situazione davvero difficile, sto affrontando questo momento con grande tristezza e amarezza. Ma andremo avanti, fino alle prossime elezioni, dopodiché si vedrà. Procederemo con la surroga e se nessuno si renderà disponibile ad entrare in consiglio, andremo comunque avanti".

La Minoranza, dal canto suo, continua: Riteniamo non poter ulteriormente appartenere ad un Gruppo Consigliare che ci ha deliberatamente tenuto all’oscuro circa lo stato di salute del nostro Sindaco, ed aggiungiamo averci anche deliberatamente sottaciuto l’effettiva situazione ed aver paragonato il calvario di Mario ad una “gamba rotta” come dettoci non più di quindici giorni addietro. Non vogliamo sentirci “complici” di una situazione che ha visto i relatori della presente e, soprattutto  la parte di Cittadinanza che ci ha espresso la propria fiducia, emarginati e non considerati. Non vogliamo speculare su un triste accadimento, non intendiamo confonderci alla ricerca di un penoso gioco di potere. Sono atteggiamenti che non ci appartengono. Parimenti, abbiamo purtroppo dovuto constatare che anche nella conduzione dell’attività politica sul nostro territorio, non siamo mai stati né interpellati, né coinvolti realmente".

 La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso sarebbe la convocazione dell'ultimo consiglio comunale, nel quale si discuteva di bilancio. Scrivono i consiglieri dimissionari: "E poi vogliamo anche aggiungere l’ultima “chicca” di questo atteggiamento assai poco rispettoso nei nostri riguardi, non possiamo dimenticare la imbarazzante gestione della convocazione per l’ultimo Consiglio Comunale (per altro importante in quanto attinente a bilancio e patto di stabilità), che è stato convocato per una data e per una certa ora, poi spostato per assenza di 3 Soggetti della Minoranza (vale a dire noi scriventi), quindi stabilito per altro giorno ed altra ora (dove saremmo stati noi quattro tutti presenti), per poi rispostarlo alla data iniziale e noi non saremo appunto presenti".

E concludono: "Attenzione però a non confondere il nostro profondo disappunto con una resa. Le dimissioni non sono un atto di resa e di presa coscienza di inutilità. Al contrario, vanno intese come un ulteriore nostro atteggiamento di forte responsabilità e coinvolgimento. Lo consideriamo un atto dovuto verso il nostro Sindaco e verso l’intera Cittadinanza, un modo forte per esprimere ed urlare il nostro più totale disappunto e sconcerto per tutto quanto sopra esposto".    

Il vicesindaco Coppola, sulla questione, ha concluso: "Dicono di non essersi sentiti coinvolti. Non so davvero che pensare, io ho fatto opposizione per vent'anni. Il Comune sta vivendo un momento molto delicato, personalmente non avrei mai agito come hanno fatto loro".

barbara simonelli