Attualità - 02 dicembre 2015, 14:05

Senso unico tra Rondò Garibaldi e Piazza Torino: le rimostranze di una giovane cittadina

Riceviamo e pubblichiamo

Al Sindaco, all’assessore Dalmasso, alla giunta comunale,

chi scrive è una giovane cittadina, nata e cresciuta nel centro storico di Cuneo, che ha deciso di fare qualche rimostranza in occasione della novità degli ultimi giorni: il tratto di strada a senso unico tra il RondòGaribaldi e Piazza Torino.

Vorrei sapere perchè le decisioni da voi prese negli ultimi anni, inclusa questa, tendano a sfavorire noi abitanti della zona contrariamente alle vostre, suppongo, buone intenzioni. Il senso unico rende solo più difficoltosa la viabilità in un'area già complicata da girare, causa le strette dimensioni delle vie, i numerosi cantieri che ostacolano il passaggio in molti quartieri e, non ultima per importanza, l'accresciuta quantità di macchine che, private dei posti in Via Roma, adottano la soluzione del parcheggio abusivo su qualsiasi superficie disponibile nelle vie laterali, collezionando pochissime multe.

Non è la promessa di nuovi posteggi che farà accettare la vostra decisione: nessuno può garantire a chi abita nel centro storico di trovare più posti liberi quando rientra a casa (nonostante la quota da pagare per il pass), né si può pretendere che la gente continui a frequentare gli stessi esercizi commerciali se per arrivarci deve percorrere mezza città quando prima bastava imboccare una via. Per non parlare, poi, del maggior consumo di benzina e del conseguente inquinamento prodotto dal girare frenetico di automobili che non sanno dove passare o, come nel caso della sottoscritta, devono macinare più chilometri e allungare il viaggio per raggiungere luoghi facilmente accessibili in precedenza.

Spero vivamente che riflettiate sul vostro operato e sulle vostre scelte future perchè state dando avvio ad un processo di ghettizzazione di un'intera zona, privando i suoi cittadini di funzionalità garantite in altre aree. Rendere attraente e vivibile una città non significa solo abbellire e ristrutturare vie e palazzi, ma, prima di tutto, soddisfare e invogliare i cittadini a viverla e, poi, pensare a tutte le variabili che derivano da determinate decisioni, in quanto non si può sempre rimediare agli sbagli con altri sbagli.

Io ho ventitre anni e ho sempre amato vivere nel centro storico, ma la realtà mi sta deludendo, mi sento trattata come una cittadina di serie B e, vista la piega che stanno prendendo gli eventi, non sono più sicura di volermi costruire un futuro qui.

Una cosa è certa però, avete perso un'elettrice che vi aveva votato con fiducia.

Cordiali saluti,

Lettera firmata