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Eventi | 18 dicembre 2015, 20:03

Savigliano: in arrivo al Milanollo "L'ultima estate dell'Europa" di Giuseppe Cederna

L'appuntamento occuperà la serata di domani (19 dicembre): si inizierà alle 21

Savigliano: in arrivo al Milanollo "L'ultima estate dell'Europa" di Giuseppe Cederna

Domani sera, sabato 19 dicembre, alle ore 21, l’attore, scrittore e viaggiatore Giuseppe Cederna sarà in scena Teatro Milanollo di Savigliano con il suo nuovo spettacolo “L’ultima estate dell’Europa”, con le musiche originali eseguite dal vivo di Alberto Capelli, alla chitarra e percussioni e Mauro Manzoni, ai flauti, sassofoni e clarinetto basso.

«E' uno spettacolo necessario per affrontare l'orrore ed esorcizzare le nostre paure. – commenta Giuseppe Cederna - La scena che apre lo spettacolo, il racconto minuto per minuto dell'attentato di Sarajevo ad opera di giovani kamikaze, viene seguita dal pubblico in un silenzio impressionante. Sembra la cronaca di un evento appena successo. Ed è appena successo.»

«Cederna non fa la storia e non descrive battaglie. – commenta Osvaldo Guerrieri - Parla di uomini inghiottiti dal fango della guerra, ne assume le voci, ne ruba le parole e ce le porge al modo di una Spoon River delle trincee. Sarebbe bello vedere una platea tutta di ragazzi.» 

Sarajevo 28 giugno 1914. Sono le dieci del mattino di una splendida domenica di giugno. Fra quarantacinque minuti due colpi di pistola sconvolgeranno il mondo. Un tumulo informe di sacchi e legni anneriti dal fuoco- che diventerà fiume, trincea, montagna, cimitero- è la zattera a cui si aggrappa il protagonista dello spettacolo, un naufrago della Grande Guerra. Un sopravvissuto.

Posseduto dall’implacabile progressione della memoria e incalzato dai temi musicali dei luoghi e dei personaggi, Giuseppe Cederna dà voce e corpo a quell’umanità di vittime e di carnefici che trasformarono l’Europa in un immenso mattatoio.

Dai Futuristi ai Generali, dai fanti mandati a morire sul Carso e sull’Isonzo ai loro compagni di naufragio, quegli spettri usciti dalle trincee austriache, fino agli scrittori e ai poeti le cui parole, ancora oggi, ci illuminano e ci commuovono: Owen, Stuparich, Gadda, Ungaretti, Trilussa, Rumiz.

Dall’esaltazione alla consapevolezza. Dalle “Radiose giornate di Maggio” alla notte di Caporetto.

«La guerra è molto più vicina di quello che pensiamo - commenta Giuseppe Cederna - la guerra dorme dentro di noi. Per questo, raccontarne gli orrori ma anche il desiderio e la capacità di riscatto, è doloroso e necessario. Con la pietà della memoria e la miracolosa potenza delle storie, l’uomo riesce a ribellarsi all’umiliazione del corpo e dell’anima. Anche nell’orrore, talvolta, riusciamo a trovare la nostra umanità e dignità più profonde.»

c.s.

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