Attualità - 28 gennaio 2016, 21:17

Cave Gontero di Barge: avanza l'ipotesi di fallimento ma l'azienda resta irreperibile

Nella giornata di oggi, 28 gennaio, Fillea Cgil ha convocato presso il Centro sociale di Barge i lavoratori della miniera. Presenti il sindaco Colombatto e una rappresentanza dell'aministrazione di Bagnolo Piemonte

www.cavegontero.com

Continua a farsi spazio l’ipotesi di un possibile fallimento per le Cave Gontero di Barge. L’azienda rappresenta uno dei principali centri di estrazione, trasformazione e vendita di pietra di Luserna e quarzite, vero core business di tutta la valle Infernotto. Qui a partire dagli anni ’60 è riuscita con il tempo a costruirsi una vera e propria fortuna nel settore lapideo.

Ad oggi sono 52 i dipendenti della miniera bargese e una ventina quelli della Balma Oro di Bagnolo Piemonte – sempre di proprietà della Gontero - oltre la metà i dipendenti di nazionalità cinese.

Nella giornata di oggi, 28 gennaio, la Fillea Cgil ha convocato un incontro di valutazione con i lavoratori presso il Centro Sociale di Barge. Presenti anche il primo cittadino bargese, Luca Colombatto e l’assessore competente di Bagnolo Piemonte. La preoccupazione sul futuro c’è, nonostante per il momento nessuno ancora si sbilanci a parlare di fallimento. Dall’azienda al momento tutto tace.

Nella riunione di oggi si è iniziato a spiegare ai dipendenti quale iter  intraprendere nel caso le voci venissero confermate, viste le possibili difficoltà di gestione di un percorso sindacale in una realtà etnicamente diversificata come quella della Gontero.

“Abbiamo provato a chiedere un incontro con l’azienda all’Unione Industriale, ma per il momento non ci è stata data risposta” – commenta Luca De Conti di Fillea dopo l’incontro di oggi – “Se davvero il fallimento dovesse arrivare, aspetteremo che subentri il curatore e poi valuteremo come procedere per salvaguardare i dipendenti. Le amministrazioni locali dovranno lavorare per trovare possibili acquirenti, in quanto diretti interessati (Barge e Bagnolo ndr). A temere le possibili ripercussioni di questa vicenda, un intero indotto che conta all’incirca 350 persone.”

daniele caponnetto